Quanti tipi di Archivi?
Una Società o un Ente pubblico possono dotarsi di un unico grande Archivio o destinare i documenti relativi alle attività svolte ad Archivi diversi pensati per tipologie di attività.
Generalmente più una struttura, sia essa privata o pubblica, è grande e articolata e più necessita di una differenziazione che consente di reperire in modo veloce, sicuro e in ogni momento, un documento.
La mole di documenti cartacei che viene prodotta all'interno di un solo ufficio ci fa ben comprendere come tale differenziazione sia, in realtà, quasi ovvia e data per scontata in ogni realtà lavorativa.
Ma quanti sono i tipi di Archivi?
Sempre più spesso ormai si parla di archivi digitali/digitalizzati e di biblioteche digitali in ogni modo esistono e continueranno ad esistere anche gli Archivi così detti cartacei che generalmente conservano nel loro interno la versione "originale" del documento poi digitalizzato.
In questo ambito è possibile parlare di una nutrita varietà di archivi la cui denominazione è data dalla tipologia dei documenti conservati.
Ad esempio, l'Archivio nel quale viene conservata la documentazione relativa a spese, incassi e altri "numeri" concernenti un'Azienda, potrà essere identificato come Archivio contabile.
L'Archivio conserverà poi al suo interno registri e/o libri a loro volta denominati secondo l'esigenza. Nell'esempio sopra riportato, l'Archivio contabile conterrà anche i registri degli acquisti, piuttosto che la cartella delle fatture e via dicendo.
Oltre a queste realtà ovviamente esistono numerosi archivi personali che possono nascere in base alle più svariate esigenze.
In ogni caso lo scopo di un archivio, sia esso personale, aziendale o facoltativo, nasce dall'esigenza della conservazione dei documenti e dall'esigenza di reperibilità degli stessi.
Link di approfondimento
L'importanza degli Archivi in Europa
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