L’Archivio Storico Luce, la memoria visiva italiana

L’Istituto Luce nacque nel 1924 e, da allora, ha raccolto, conservato e valorizzato un immenso patrimonio filmico e fotografico che testimonia la storia contemporanea italiana (e non solo).

Ne ha fatta di strada l’Istituto: da strumento di propaganda del regime fascista a ente di tutela documentale del nostro Paese. Oggi l’Archivio Storico Luce conta ben 12.000 cinegiornali e 4.700 documentari, senza contare pellicole filmate di varia natura e provenienza e prodotti video confezionati o non montati. Altra perla del patrimonio documentale di questa eccellenza tra gli archivi storici italiani è la raccolta fotografica: 3 milioni di fotografie prodotte dall’Istituto stesso o provenienti da fonti esterne.

Un tesoro incredibile, che al momento è in fase di catalogazione e digitalizzazione.

L’Archivio Luce oggi permette anche la consultazione di fondi di terzi, come i cinegiornali della Cineteca Nazionale della Scuola Nazionale di Cinema, un fondo dell’Archivio Centrale dello Stato, un fondo dello Stato Maggiore dell’Esercito e alcuni filmati della Cineteca del Friuli.

Grazie al suo patrimonio, l’Archivio Storico dell’Istituto Luce ha ottenuto, da parte della Soprintendenza Archivistica per il Lazio, il riconoscimento di archivio di notevole interesse storico.

Per scoprire di più su questo Istituto, vi invitiamo a visitare il suo sito internet.

Archivi storici italiani: le Teche Rai, specialisti della storia della TV

Si pensa sempre agli archivi storici italiani come a delle raccolte di documenti cartacei, ordinatamente schedati e archiviati. Ma ce n’è uno in particolare che conserva, in buona parte, supporti di tipo audiovisivo, e che farà la gioia di tutti gli appassionati di TV: si tratta di Rai Teche.

Rai Teche nacque negli anni Novanta da una scelta rivoluzionaria per l’epoca: creare una struttura per catalogare un patrimonio audiovisivo, che per ricchezza e dimensioni è secondo solo a quello della Bbc. L’anno ufficiale della nascita è il 1996, con la denominazione di Le Teche Rai, le cui vecchie banche dati saranno poi tutte unificate nel 1999.

Si tratta di un immenso catalogo visibile soltanto all’interno dell’azienda. Un vastissimo archivio dove è conservato tutto quanto la Rai abbia mai trasmesso fino a questo momento, compresi i canali radiofonici e il digitale terrestre: film, telegiornali, approfondimenti, spettacoli, quiz. Ore e ore di registrazione che raccontano sessant’anni di storia d’Italia e della Rai attraverso luoghi, eventi, personaggi, situazioni.

Rai Teche, uno dei più importanti archivi storici italiani, comprende anche tre biblioteche di tipo specialistico (due a Roma e una a Torino) e un centro di documentazione-emeroteca (a Roma). Per la precisione:

  • Biblioteca centrale Paolo Giuntella, viale Mazzini 14, Roma;
  • Comunicazioni di massa, via Teulada 66, Roma;
  • Bibliomediateca e centro documentazione Dino Villani, via G. Verdi 31, Torino;
  • Centro di documentazione giornalistica, Saxa Rubra, Roma.

Inoltre sul sito ufficiale di Rai Teche è possibile reperire una parte del materiale presente nelle diverse biblioteche.

Archivi storici italiani: Alinari, istantanee che raccontano la Storia

L’Azienda dei fratelli Alinari in più di un secolo e mezzo di attività ha raccolto un patrimonio immenso di fotografie. Alcune con il fascino suggestivo del bianco e nero di un’epoca passata, altre d’impatto moderne, recenti, evidenti come la realtà stessa. Ma tutte raccontano la Storia, passata e presente, e sono testimonianza di come non soltanto l’Italia ma il mondo intero sia cambiato. Un viaggio del genere è possibile compierlo unicamente all’interno degli Archivi Alinari.

 

Archivi fotografici

Arte, storia, paesaggio, industria, società, folklore: più di 150 anni d’Italia, d’Europa e del mondo si trovano conservati nell’archivio fotografico, il vero cuore della Alinari. Fotografie raccolte, dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri, in un catalogo in continuo aggiornamento.

Oltre a questa collezione principale, Archivi Alinari si occupa delle gestioni e rappresentanze di archivi tanto italiani quanto esteri: a titolo di esempio si possono citare fondi fotografici dell’Istituto Luce, Archivio fotografico del Touring club italiano, collezione fotografica della Réunion des musées nationaux, l’archivio Roger Viollet. Per questo motivo, il patrimonio ammonta ad un totale di 45 milioni di fotografie.

 

Museo di storia della fotografia

La fotografia non si limita a raccontare soltanto la Storia, ma è essa stessa ad averne una propria, che può essere scoperta visitando il Museo di storia della fotografia: un grande museo interamente dedicato all’arte fotografica e ai suoi strumenti dal 1839 in poi. Qui sono conservati circa 900mila vintage prints tra dagherrotipi, calotipi su carta salata, stampe all’albumina.

Non poteva poi mancare una sezione dedicata a macchine fotografiche antiche, obiettivi e strumenti di laboratorio. Oltre a una delle più importanti raccolte di album, composta da circa 6mila titoli.

 

La biblioteca

Essa è parte integrante e portante degli archivi Alinari, consultabile dagli studiosi su appuntamento. La stessa comprende testi che vanno dalla nascita della fotografia fino ai giorni nostri, insieme alle più autorevoli riviste storiche e artistiche dedicate alla fotografia.

 

La sede principale dell’archivio Alinari, uno dei più importanti archivi storici italiani, si trova a Firenze, in largo Fratelli Alinari 15. E per farsi un’idea del materiale conservato si può consultare il sito ufficiale.

Per non dimenticare mai: la rete di archivi storici sulla Resistenza

Il portale www.italia-resistenza.it mette in rete il patrimonio documentale e informativo di tutti gli Istituti per la storia della Resistenza e della società contemporanea in Italia (INSMLI). Un contributo fondamentale per non dimenticare uno dei movimenti più importanti e affascinanti della storia italiana.

Il patrimonio archivistico della rete INSMLI copre tutto l’arco temporale del XX secolo, ma il suo nucleo storico è formato dagli archivi prodotti dai Comitati di liberazione nazionale, dalle formazioni militari partigiane, dai partiti, dai movimenti politici e sindacali durante il triennio che va dall’8 settembre 1943 (armistizio di Cassibile) alla proclamazione della Repubblica italiana nel 1946.

I documenti sopravvissuti al periodo clandestino, salvati dall’oblio e conservati grazie alla rete degli archivi storici sulla Resistenza offrono uno straordinario ed unico itinerario storico, culturale e sociale che non ha pari.

Il network www.insmli.it permette di accedere a tutte le risorse web e al database di documenti cartacei, archivi fotografici e di cartoline conservati dalla rete di archivi sulla Resistenza.

Seguite il prossimo link per scoprire di più sugli altri archivi storici italiani grazie agli approfondimenti di Bucap sulla storia degli archivi.

Archivi del Novecento, la memoria del XX secolo in rete

Se la dematerializzazione documentale può essere, in molti versi, un vantaggio strategico per la gestione degli archivi, d’altra parte pone il serio rischio di un’eccessiva dispersione e frammentazione delle fonti d’informazione. Per creare un punto di riferimento per tutto ciò che riguarda la cultura e la politica italiana del XX secolo, è nata un’istituzione inedita nella storia degli archivi storici italiani, frutto della collaborazione tra più enti: gli Archivi del Novecento.

Si tratta di una rete di istituzioni e relativi fondi archivistici a cui si può accedere online per la consultazione degli inventari e, in alcuni casi, dei documenti stessi, fruibili in formato digitale.

Obiettivi costitutivi degli Archivi del Novecento:

  • Creazione di un database sulla realtà politica e  culturale italiana del ventesimo secolo;
  • Elaborazione di un’architettura software atta a descrivere il patrimonio documentario, con schede interoperabili;
  • Creazione di indici di corredo;
  • Creazione di un repertorio bibliografico;
  • Rispetto degli standard descrittivi nazionali e internazionali;
  • Aggregazione e valorizzazione degli oggetti della memoria.

La mission di questa associazione di archivi storici italiani è andata via via ampliandosi, trasformando gli Archivi del Novecento in una realtà di riferimento anche per archivi iconografici, bancari e d’impresa, nonché musei e altri enti culturali.

Oggi la gestione della rete Archivi del Novecento è affidata alla Fondazione Siav Academy, proprietaria del software GEA sul quale si basa il network dell’istituzione.

Per sapere di più su Archivi del Novecento, rete di archivi storici italiani, si può fare riferimento al sito dell’istituzione.

Archivio Storico Enel, l’energia nella storia Italiana

D’istituzione relativamente recente (2008), l’Archivio Storico Enel ha, tra gli archivi storici nel nostro Paese, un compito ben preciso: quello di raccogliere e conservare le testimonianze documentali dell’industria dell’energia elettrica italiana.

Ma oltre alla storia industriale dell’Enel e la sua esperienza nel settore, l’archivio può raccontare anche la storia del progresso economico e sociale italiano, attraverso il processo di elettrificazione del Paese che partì all’inizio dell’Ottocento per arrivare agli anni ’60 del Novecento, e proseguire fino ai giorni nostri con le nuove sfide del mercato globale.

L’Archivio Storico Enel oggi raccoglie un patrimonio documentario appartenente alle oltre 1.270 società elettriche che, con la nazionalizzazione del 1962, entrarono a far parte dell’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica.

La sede di Napoli può oggi vantare 13.000 metri lineari di documenti, libri, riviste di settore, filmati, documentari, reperti e 200mila fotografie e disegni tecnici, una raccolta frutto dell’accorpamento di otto precedenti  archivi territoriali.

Attraverso una serie d’iniziative di collaborazione con Università, scuole, enti locali, musei e associazioni, l’Archivio Storico Enel ha l’obiettivo di valorizzare e diffondere il proprio patrimonio. Oggi, il sito Enelikon (www.enelikon.it) mette a disposizione per la consultazione online, le schedature digitali del patrimonio archivistico dell’Enel.

Archivio Storico Ansaldo, la storia delle imprese liguri attraverso i documenti

L’Archivio Storico Ansaldo è oggi un importante punto di riferimento tra gli archivi storici italiani. Esso raccoglie i fondi archivistici non solo delle aziende del gruppo Ansaldo, ma anche la documentazione a rischio delle imprese liguri e italiane in genere.

L’istituzione dell’Archivio Storico Ansaldo, tenendo conto della lunga storia della società industriale, risale a un periodo relativamente recente: il 1980. In breve tempo, però, l’istituto riuscì a raccogliere un notevole patrimonio documentale, costituito da fondi archivistici di natura cartacea, film e fotografie, in grado di testimoniare parti significative della storia economica delle imprese italiane. Una missione che ha portato l’Archivio Storico Ansaldo ben oltre il mero ruolo di archivio d’impresa: caratteristica che gli ha fatto guadagnare il titolo di archivio economico territoriale.

Oggi l’archivio è gestito dalla Onlus Fondazione Ansaldo – Archivio Economico delle Imprese Liguri e offre a storici e ricercatori oltre 15 chilometri lineari di documenti che raccontano la storia di gruppi industriali di rilievo per l’economia italiana.

Oltre i documenti cartacei (societari, amministrativi e contabili), l’Archivio Storico Ansaldo può contare su 400mila fotografie e 5mila pellicole, disegni tecnici, disegni industriali, registri navali e altri cimeli.

Per scoprire nel dettaglio tutto il patrimonio documentale conservato e gestito dall’Archivio Storico Ansaldo, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale della Fondazione Ansaldo.

Archivio storico Corriere della Sera: la cultura, la politica e la quotidianità italiane dal 1876

Sono poche le realtà, anche tra gli archivi storici, che possono raccontare nel dettaglio e a 360° la storia, la cultura, la politica e la vita di ogni giorno di un Paese, di sicuro tra queste c’è un quotidiano nazionale. L’Archivio storico Corriere della Sera, per l’incredibile tesoro documentale che conserva, ha assunto proprio il ruolo di testimone della storia italiana, con una memoria in grado di andare indietro fino al 1876.

Non bisogna essere necessariamente ricercatori accademici, storici o sociologi per essere attratti dal patrimonio documentale messo a disposizione dall’Archivio storico Corriere della Sera. Grazie alla consultazione online (un archivio digitale che copre le pubblicazioni del quotidiano a partire dal 1992), ogni cittadino può godere di questa inestimabile ricchezza; valore che già nel 1976 gli fu riconosciuto dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia dichiarandolo di notevole interesse storico.

Oggi la Fondazione Corriere della Sera gestisce un impressionante patrimonio documentale. Si pensi che il solo archivio del quotidiano conta 10mila fascicoli, 3mila volumi che raccolgono le pubblicazioni della testata e dei suoi supplementi, 100mila unità di materiali grafici e fotografici: oltre 800 metri lineari d’archivio.

Il sito istituzionale della Fondazione fornisce tutti i dettagli necessari per conoscere a fondo la storia e il patrimonio dell’Archivio storico Corriere della Sera.

Archivio storico Olivetti, il passato d’impresa che diventa storia d’eccellenza

Tra gli archivi storici italiani più rilevanti, non si può dimenticare di citare uno dei più importanti e organici archivi d’impresa: l’Archivio storico Olivetti.

Con il racconto di oltre un secolo di attività delle società del Gruppo Olivetti, l’Archivio raccoglie gli atti societari e i documenti prodotti dagli organi aziendali e dai singoli protagonisti di questa società  dell’eccellenza industriale italiana. Oltre ad un ricco patrimonio documentario, presso l’Associazione Archivio Storico Olivetti sono conservati libri editi dalle Edizioni di Comunità o promossi dal gruppo Olivetti e diverse pubblicazioni sulla società stessa.

La Fototeca dell’Archivio storico Olivetti può contare su migliaia d’immagini conservate su vari supporti, tra le quali spiccano contributi da parte di fotografi di alto spessore (come Henri Cartier-Bresson, John Phillips, Ugo Mulas…).

La Cinevideoteca e l’Eidoteca, testimoniano l’attività dell’Olivetti anche nel campo della comunicazione pubblicitaria, come spot, locandine e inserzioni pubblicitarie.

Nell’Archivio Storico Olivetti sono anche conservati fondi privati o specifici, come quello dell’Archivio Famiglia Olivetti, dell’Archivio Ludovico Quaroni (architetto legato alla storia Olivetti) e Archivio Friedrich Georges Friedmann (relativo a uno studio promosso da Adriano Olivetti e affidato al sociologo di fama internazionale).

La documentazione conservata presso l’ Archivio storico Olivetti è di libero accesso e di facile consultazione a titolo gratuito, poiché l’Associazione è presente sul portale degli Archivi d’Impresa, promosso dal Ministero per i beni e le attività culturali.

La sede dell’Associazione Archivio Storico Olivetti si trova ad Ivrea, e per maggiori informazioni si può fare riferimento al sito ufficiale dell’Archivio.