Area editoriale

Quanto conosci la conservazione sostitutiva? Test ANORC

L’ANORC è l’Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Sostitutiva che organizza eventi, convegni e master per gli operatori del settore.

Il test di autovalutazione che è possibile trovare online sul sito dell’Associazione e in calce al presente articolo (in formato PDF) è un questionario di 15 domande a risposta multipla, utile per comprendere il proprio livello di preparazione sulla digitalizzazione dei documenti in vista della partecipazione al Master Gestione e Conservazione Digitale dei Documenti Il responsabile della conservazione sostitutiva: ruoli, funzioni strategie.
I risultati del test di autovalutazione consentiranno di poter frequentare giornate formative in base al proprio livello: preliminary day,basic course e/o advanced course.

Perché è importante la formazione in questo settore

In generale e soprattutto in questo periodo storico-culturale “specializzarsi” in un settore è più che mai importante.

La formazione in questo settore, archiviazione, digitalizzazione e conservazione dei documenti è quanto mai fondamentale.
Le metodologie e gli strumenti variano e si evolvono e appare quindi quasi “vitale” avere una conoscenza profonda e approfondita di questi strumenti/mezzi al fine di consentire a chi opera nel campo di poter offrire una gamma di servizi non preconfezionati ma disegnati sulle reali esigenze del Cliente.

Test di Autovalutazione ANORC (formato PDF)

Archiviare i suoni

I sistemi sempre più evoluti mediante i quali è possibile effettuare l’archiviazione consentono anche di poter archiviare i suoni.
Generalmente il concetto di “archiviazione” viene ricondotto, nel nostro immaginario, all’archiviazione cartacea o digitale di documenti (fogli/pagine web per intenderci), ma esiste anche l’archiviazione di elementi non “tangibili” come, appunto, i suoni.

L’Audioteca è una sorta di “biblioteca” dei suoni, dove è possibile fruire dell’audio nel medesimo modo con il quale si fruisce di libri o documenti digitali: archiviazione, catalogazione, ricerca e condivisione dei suoni avviene “più o meno” con le stesse modalità. Cambiano, ovviamente, i supporti perché “l’origine” è diversa, ma ad esempio, la ricerca dei “documenti sonori” all’interno del database di un’Audioteca avviene in modo simile alla ricerca di documenti digitali all’interno di un sito internet.

Audioteche: conservare i suoni

Vi sono numerosissime Audioteche e di tipologia diversa, per averne un esempio basta cercare questa parola sui Motori di ricerca.
Abbiamo selezionato per voi tre Audioteche diverse tra loro per tipologia e finalità, che ci sono apparse interessanti, utili e anche divertenti.

Tra le Audioteche sicuramente utili quella realizzata dall’Associazione per la Retinite Pigmentosa R.P.Emilia Romagna e presente sul suo sito internet, che offre la possibilità di scaricare audiolibri in formato mp3, “racconti, favole e interi romanzi letti da attori professionisti o da semplici appassionati…
Audioteca – Associazione per la Retinite Pigmentosa

Sicuramente divertente l’Audioteca della Commedia Italiana:
contiene molti file audio (Mp3) con le battute più simpatiche che hanno fatto la storia della commedia italiana, suddivise per personaggi.

Interessante e di contenuto storico l’Audioteca Nastroteca della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico:
contiene 3.000 ore di file audio di eventi, dibattiti, reportage degli anni cinquanta-ottanta.

 

La Firma digitale in ambito notarile

Recentissima la news apparsa sul Sole24ore che ci riporta all’attenzione l‘importanza della firma digitale in ambito giuridico.

L’articolo contiene il riferimento allo Schema di decreto legislativo intitolato “Disposizioni in materia di atto pubblico informatico redatto dal notaio, ai sensi dell’articolo 65 della legge 18 giugno 2009, n. 69” e che potete trovare in calce (in formato PDF) al presente articolo di approfondimento.

In generale il decreto legislativo ammette l’obbligatorietà per il notaio dell’utilizzo della firma digitale, nello specifico vediamo alcuni stralci di alcuni articoli.

ART 23bis: II notaio per l’esercizio delle rispettive funzioni devono munirsi della firma digitale

ART 52-bis:
Le parti … sottoscrivono personalmente l’atto pubblico informatico in presenza del notaio con firma digitale o con firma elettronica, consistente anche nell’acquisizione digitale della sottoscrizione autografa.
2. II notaio appone personalmente la propria firma digitale dopo le parti, l’interprete e i testimoni e in loro presenza.

ART. 68-ter
…3. Il notaio attesta la conformità del documento informatico all’originale o alle copie apponendo la propria firma digitale.

Quanto la firma digitale sia divenuta importante lo si può evincere anche dall’attenzione che ad essa viene data dalle discipline giuridiche e come riportato anche sul CNIPA, questo strumento è uno dei “cardini del processo di E-Government“.

Link di approfondimento:

Disposizioni in materia di atto pubblico informatico redatto dal notaio, ai sensi dell’articolo 65 della legge 18 giugno 2009, n. 69 (PDF)

Tutto sulla firma digitale – Bucap

Pompei in Archivio

Dopo Pompei in Street View, il primo sito archeologico al mondo che è possibile “visitare” virtualmente con Street view, arriva la digitalizzazione dell’Archivio, evidente dimostrazione di come la Pubblica Amministrazione stia sposando in pieno la filosofia della digitalizzazione. L’evento annunciato dal sindaco in occasione della recente inaugurazione dell’Archivio Storico del Comune di Pompei.

Vi riportiamo la frase che maggiormente ha attirato la nostra attenzione e che è riportata nell’immagine dedicata all’inaugurazione: “La memoria è la base dell’attività di qualsiasi individuo. La memoria, però, deve essere organizzata; non avrebbe senso ricordare fatti e avvenimenti senza collocarli nello spazio e nel tempo“(Elio Lodolini).

A Pompei la realizzazione di un nuovo archivio storico ha come obiettivo quello di rendere fruibile tutto il patrimonio culturale di questa città i cui scavi sono divenuti patrimonio mondiale dell’Umanità.
Il prossimo passo, dopo quello della realizzazione del nuovo archivio comunale al quale tutti possono accedere, sarà quello di usufruire della digitalizzazione dei registri e dei documenti cartacei conservati nell’archivio storico per poter poi mettere in rete la storia della città, non solo dei noti scavi, famosi in tutto il mondo, ma anche curiosità e dettagli prima d’ora sconosciuti, celati tra le carte e anch’essi patrimonio storico.

Questo è solo un ulteriore esempio di come e quanto la digitalizzazione dei documenti, delle carte e dei documenti storici sia importante per la conservazione del nostro patrimonio culturale.
Senza dimenticare, inoltre, le infinite possibilità di utilizzo delle informazioni digitali.
I documenti digitalizzati sono maggiormente fruibili, fruibili tra persone lontane chilometri, fruibili tra persone in Paese diversi, le informazioni contenute in essi diventano “popolari” e quasi “immortali”.

Non solo.

Si pensi al risparmio di tempo: cercare informazioni nei documenti digitalizzati richiede, generalmente, un solo click.
Dal risparmio di tempo ne consegue la possibilità di impiegare le risorse, prima deputate all’archiviazione cartacea, in attività maggiormente utili per l’Azienda o, come in questo caso, per l’Ente pubblico.

Semantica e conservazione

Oltre al Manuale di Logistica da sfogliare online con questo nuovo approfondimento dedichiamo attenzione ad un altro Testo, inerente le tematiche delle quali trattiamo e che abbiamo trovato sicuramente interessante soprattutto per chi si occupa o chi si vorrà occupare della conservazione dei documenti nelle Biblioteche: La biblioteca semantica. Tecniche e metodi per applicare l’organizzazione della conoscenza alla gestione dei servizi  di Claudio Gnoli, esperto di teoria della classificazione che lavora presso il dipartimento di matematica all’Università di Pavia.

Questo testo si compone di un nutrito indice dove “tema protagonista” è la Semantica vista e analizzata in diversi ambiti: nella gestione delle collezioni, nel catalogo, nel reference, nella collocazione e nella circolazione.
Uno spunto di riflessione può esserci fornito proprio dal capitolo intitolato “La semantica nella gestione delle collezioni” e nello specifico dal paragrafo dedicato alla conservazione.

In questo contesto vengono poste a confronto la semantica e la conservazione a lungo termine del patrimonio bibliografico che, scrive testualmente l’autore “è probabilmente l’ambito di attività bibliotecarie nel quale la semantica gioca un ruolo meno rilevante“.

Infatti, sottolinea l’autore, i criteri di conservazione dei documenti in questo settore sono inerenti soprattutto alla proprietà dei materiali della quale sono composti (carta, microfilm, dvd), per cui nella determinazione della collezione di un documento concorrono entrambi i fattori: semantica e non semantica.

Numerose sono le occasioni di riflessione e numerosi sono anche i siti internet suggeriti ai quali attingere per “osservare” anche se in modo “virtuale” esempi di cataloghi digitali.
Tra i siti se ne citano solo due e relativamente ai cataloghi stranieri:

European Library, 48 biblioteche nazionali europee in un click!

Ogni giorno possiamo constatare l’importanza della digitalizzazione dei documenti ma anche delle immagini e la riteniamo oramai imprescindibile se si desidera conservare la “memoria”, sia essa un testo antico sia essa l’immagine di un quadro.

Le recenti news sui documenti digitalizzati e sulle biblioteche digitali  ci fanno capire come la Pubblica Amministrazione in Italia sia sempre più orientata verso la dematerializzazione.

Non solo in Italia.
European Library è il progetto europeo grazie al quale ben 48 biblioteche nazionali europee sono state “digitalizzate” per rendere fruibili i loro documenti a tutto il popolo del web. Il servizio online è del tutto gratuito e consente di accedere alle risorse europee (libri, mappe, audio, video, ecc) in 35 lingue diverse.

La navigazione sul sito non è del tutta immediata, ma è normale vista l’enorme quantità di contenuti.
Tuttavia vi è un “tutor” online, un video che vi mostra esattamente come ricercare le informazioni, basta cliccare sull’icona in Home page che raffigura una cinepresa ma trovate in calce al presente articolo anche il link di riferimento.
Un utile consiglio: la navigazione su European Library è ancora più semplice se cliccate (sempre dall’Home page) il link “Cerca per descrizione nelle raccolte“.

Link Europeana Library (in Lingua Italiana)

European Library – Home Page

European Library – Video Tutorial 

European Library – Cerca per descrizione nelle raccolte

Digitalizzazione… tridimensionale!

In molti articoli che dedichiamo all’approfondimento parliamo della digitalizzazione dei documenti, della conservazione dei documenti e delle immagini, degli archivi, delle biblioteche digitali.
In questo articolo affronteremo l’argomento digitalizzazione anche da un punto di vista ludico-culturale, perché, tutto sommato, anche la tridimensionalità applicata alle immagini, quindi quadri, strutture o biblioteche, può essere interpretata come una sorta di archiviazione e al contempo digitalizzazione, il cui scopo sia, come nel caso di Internet Culturale (progetto del Ministero dei Beni Culturali), conservare e rendere fruibili gli oggetti come se potessimo toccarli, viverli.

Internet Culturale: percorsi 3D

Il portale Internet Culturale nasce dal progetto denominato La Biblioteca Digitale Italiana e il Network Turistico Culturale, promosso dalla Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e realizzato dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche.

Come si può leggere in “Dietro le quinte – Come si costruisce un percorso 3d” il materiale digitalizzato è una componente importante per realizzare un percorso 3D, così testualmente:
Una volta delineato il progetto nelle sue linee generali, si raccoglie tutto il materiale disponibile riguardante il luogo: planimetrie, foto a colori e in bianco e nero, diapositive, lastre, stampe, testimonianze storiche, ricostruzioni del luogo nelle varie epoche, materiale cartaceo ed eventuale materiale già digitalizzato..”

Unica condizione per poter navigare in modo tridimensionale ed esplorare i luoghi di Dante, della Roma Medievale, della Vicenza palladiana, della Tribuna eretta in onore di Galileo Galilei, l’installazione di Exhibits3D Player, direttamente dal sito Internet Culturale.

Link a Internet culturale – Percorsi 3D

Fattura elettronica: strumento di ultima generazione

Durante il Forum Banche e P.A. dell’ABI – Associazione Bancaria Italiana tenutosi a Febbraio 2010 si è parlato di fatturazione elettronica e Pubblica Amministrazione in riferimento anche ai servizi bancari.

Nell’approfondimento dedicato al significato di Fatturazione elettronica sottolineiamo alcuni punti fondamentali riguardanti la P.A. in quanto per quest’ultima la fatturazione elettronica è obbligatoria.

Oltre ad essere obbligatoria, è certamente indiscussa l’utilità della fattura elettronica per gli enti pubblici, come ha appunto affermato anche il Direttore dell’ABI Faissola durante il Forum, così riportato all’interno del comunicato stampa ufficiale:
Strumenti di ultima generazione come la fattura elettronica sono un contributo di innovazione e semplificazione nel dialogo quotidiano della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese“.

In particolare, si evince dal comunicato in calce al presente articolo di approfondimento, si è posto l’accento sulla fattura elettronica come strumento essenziale anche nel “dialogo” Banche e Pubblica Amministrazione.

Non solo.
La fattura elettronica, continua il comunicato, comporta “… un risparmio complessivo per il Paese di circa 10 miliardi di euro l’anno“.
Risparmio dunque, ma anche ottimizzazione e automatizzazione di tutto il procedimento che sottosta alla fase di approvvigionamento da parte degli enti pubblici.

Argomenti di approfondimento

P.A.: ABI, da banche più tecnologia e innovazione per i servizi agli enti pubblici

Fatturazione elettronica – Bucap

Novità sulla digitalizzazione nelle Università

La logica che stimola gli interventi di digitalizzazione, sia nel caso della Pubblica Amministrazione sia nel caso di Aziende private, è quella dell’efficienza e anche del rispetto dell’ambiente, si pensi solo ai milioni o miliardi di fogli di carta risparmiati (Digitalizzare documenti = rispetto per l’ambiente).

Il numero di iniziative di “snellimento” nei settori sopracitati sta aumentando notevolmente, probabilmente ciò è dovuto al fatto che la digitalizzazione dei documenti comporta una serie di vantaggi immediati e indotti talmente palesi che questa sua evidenza ha stimolato e stimola enti e società verso soluzioni immediate di dematerializzazione.

Con questo articolo di approfondimento vogliamo segnalarvi alcune recenti iniziative che testimoniano quanto appena descritto.

L’Università La Sapienza di Roma, Roma TRE e l’Università di Tor Vergata, anche se in tempi diversi, hanno firmato un protocollo d’intesa per la cosiddetta “Università digitale“.

Il protocollo prevede 4 articoli, ci teniamo a sottolineare i punti d e c dell’articolo 1):

  • d) Reingegnerizzare e automatizzare i processi interni … l’ottimizzazione dell’uso della carta nei processi amministrativi e di meccanismi di collaborazione per facilitare la redazione e digitalizzare lo scambio di documenti tra studenti, gruppi di ricerca e docenti;
  • e) Razionalizzare, standardizzare e automatizzare i flussi informativi tra le università e tra l’università e le amministrazioni centrali, periferiche e locali….

 

Alcuni approfondimenti:
Protocollo d’Intesa Protocollo d’intesa tra il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione E il Rettore dell’università degli studi di Roma “Roma Tre” per la realizzazione del progetto “Università digitale” (PDF)

Digitalizzazione dei documenti – Bucap

Documenti storici digitalizzati – Archivio Segreto Vaticano

Per restare in tema di storia e archivi, segnaliamo l’interessante recente notizia secondo la quale, a breve, il Vaticano digitalizzerà e renderà pubblici, gratuitamente, ben 5125 documenti appartenenti all’Archivio Segreto Vaticano e risalenti al periodo 1939 – 1945.

Forse, non tutti sanno però, che è già possibile “visitare virtualmente” l’Archivio Segreto, “sfogliarei documenti che sono stati digitalizzati, scoprire l’evoluzione dell’Archivio tra “ieri” e “oggi”.
Anche questo Archivio virtuale è un chiaro e lampante esempio di come la conservazione della Storia dell’umanità passi, inevitabilmente, attraverso la digitalizzazione.

La visita virtuale all’Archivio ci consente di poter “muoversi” nelle sale e ammirare gli affreschi e conoscerne i dettagli, basta cliccare sulle immagini relative alla prima, seconda e terza sala.
Nella sezione intitolata “Documenti della storia” si legge testualmente “Attualmente l’Archivio Segreto Vaticano conserva oltre 630 fondi archivistici diversi, per un’estensione di circa 85 chilometri lineari di scaffalatura, coprendo un arco cronologico pressoché continuo di oltre 800 anni di storia.
I documenti sono stati scannerizzati ed è quindi possibile vederli (quasi toccarli con mano, vista l’alta risoluzione delle immagini) nella loro originalità e sono decisamente suggestivi, si pensi, per esempio, alla lettera di Michelangelo del gennaio 1550, alla Pergamena di Chinon – assoluzione di Papa Clemente v ai capi dell’Ordine Templare, o alle “epistole” di Leopardi.

Archivio Segreto del Vaticano

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