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2016: la digitalizzazione in Italia è ancora un asset strategico, lo dice il DESI


2016: la digitalizzazione in Italia è ancora un asset strategico, lo dice il DESI



Il DESI è un indice pensato dalla Commissione Europea per monitorare lo stato di avanzamento dei Paesi dell’Unione nell’ambito della Digital Economy e della Digital Society. Un indicatore che si basa sul confronto di alcuni parametri fondamentali per il progresso tecnologico di tutto il sistema-paese:

  • Connettività
  • Capitale umano (skill e dimestichezza con gli strumenti digitali)
  • Diffusione dell’utilizzo di internet
  • Integrazione della tecnologia digitale (nell’ambito delle imprese)
  • Servizi pubblici digitali

Il DESI edizione 2016 non ha visto l’Italia in splendida forma rispetto agli altri “concorrenti” europei: nella classifica, il nostro Paese si è piazzato 25esimo su 28. Gli unici elementi a favore del progresso della digitalizzazione dell’economia e della società nell’ultimo anno: l’ampliamento dei servizi pubblici digitali.

Se a livello europeo non abbiamo fatto di certo una bella figura con il DESI 2016, c’è un’altra chiave di lettura per questa maglia nera italiana: la digitalizzazione può ancora essere un asset strategico per le imprese di ogni dimensione.

Dato il panorama desolante dell’integrazione del fattore digitale nell’economia Italiana, le PMI e le grandi aziende (così come i professionisti) hanno ancora un margine per migliorare la propria competitività sul mercato nazionale grazie all’introduzione di strumenti e strategie di digitalizzazione.

Volete sapere come? Ecco qualche suggerimento:

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Conservazione documentale: servizio di tenuta archivi cartacei a norma di legge




La corretta tenuta e archiviazione dei documenti cartacei è un’attività che richiede molte risorse:

  • Risorse umane: il personale addetto alla gestione dell’archivio deve essere competente e sempre aggiornato sulla normativa relativa alla conservazione documentale e della privacy (nel caso in cui i documenti conservati racchiudessero dati sensibili).
  • Risorse di spazio e oneri di sicurezza: come ben sa chi gestisce un archivio analogico la sedimentazione dei fogli di carta e dei faldoni può richiedere ampi spazi. I locali destinati ad archivio, inoltre, devono essere adeguati alle normative sulla sicurezza. Infatti la custodia dei documenti deve essere improntata sul principio della riduzione al minimo dei rischi di smarrimento e distruzione (o deterioramento) dei dati conservati.
  • Risorse di tempo: la gestione di un archivio cartaceo richiede tempo per l’archiviazione e la gestione del ciclo di vita del documento archiviato.

Per sollevare la struttura da questi costi, pubbliche amministrazioni e organizzazioni private, come aziende, studi professionali, banche e assicurazioni, possono puntare su un servizio professionale di tenuta degli archivi cartacei: la risposta a norma di legge a un’incombenza che può distrarre da investimenti più produttivi delle risorse impiegate.

Che si parli della tenuta dell’archivio corrente, di deposito o storico un buon servizio di gestione di un archivio cartaceo può garantire i migliori standard per ciò che riguarda i requisiti tecnici dei locali, la preparazione del personale e la salvaguardia dei documenti depositati.


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