Assegni cartacei e conservazione sostitutiva sono un binomio che avrà presto un peso soprattutto per le banche e gli altri soggetti che operano con grandi volumi di scambio di fatture.

A partire dal Decreto Sviluppo si inizia a sentir parlare sempre più spesso di assegni elettronici. Tanto che il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’economia e delle finanze ha pubblicato uno schema di Regolamento tecnico, rimasto in consultazione fino al 21/01/2013, con lo scopo di creare un quadro normativo circa l’introduzione di questo strumento di pagamento elettronico. Per cercare di far convergere la realtà degli assegni cartacei e quella dei futuri assegni elettronici, lo schema di Regolamento consolida la possibilità di conservazione sostitutiva degli assegni cartacei che possono essere affidati a terzi per i processi di digitalizzazione e archiviazione secondo la norma.

L’articolo 6 dello schema di Regolamento è espressamente dedicato alla “Dematerializzazione degli assegni e conservazione sostitutiva”. Lì si specifica che gli assegni cartacei dovranno essere conservati per un periodo di sei mesi dal giorno dell’incasso.

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