Blockchain e conservazione digitale: come integrarle nella gestione documentale
Il problema non è tanto tecnico quanto normativo: mancano, cioè, i precisi riferimenti e le leggi specifiche per garantire l’integrazione. Questo, però, non significa si stia parlando di due mondi incompatibili. Tutt’altro.
Bisogna partire da un presupposto: al momento, la blockchain non può essere utilizzata per la conservazione digitale dei documenti. Eppure, entrambe hanno diversi punti in comune. Che potrebbero rendere più efficiente il lavoro dei conservatori.
Temi:
- Cos’è la conservazione digitale
- Cos’è la blockchain
- Blockchain e gestione documenti
- Come blockchain e conservazione digitale si integrano
Cos’è la conservazione digitale
Cos’è la conservazione digitale? Si può rispondere in questo modo:
L’insieme delle attività e dei processi che, tramite l’adozione di regole, procedure e tecnologie, garantiscono l’accessibilità, l’utilizzabilità (leggibilità e intelligibilità), l’autenticità (identificabilità univoca e integrità) e la reperibilità dei documenti e dei fascicoli informatici con i metadati a essi associati nel medio e nel lungo periodo, in un ambiente tecnologico presumibilmente diverso da quello originario.
Sintetizzando: la conservazione digitale è un’attività fatta di tante cose e di tanti strumenti che, insieme, concorrono a proteggere i documenti e a renderli reperibili nel tempo. Gli strumenti in questione sono vari e di diverso tipo, giusto a titolo di esempio si può citare la firma digitale.
Cos’è la blockchain
Definire la blockchain potrebbe rivelarsi alquanto articolato. Perché non si tratta tanto di una “cosa” quanto di un concetto, o di un sistema composto da blocchi gerarchicamente ordinati secondo un preciso criterio. Tra i blocchi possono avvenire degli scambi di vario tipo, come informazioni, denaro, documenti.
Si tratta, ovviamente, di un concetto generico che, specialmente negli ultimi tempi, è stato applicato ad ambiti molto vari. Perché ha avuto una diffusione così capillare? Sicuramente per i tanti vantaggi che è in grado di offrire. Una blockchain, infatti, è:
- Sicura, non è possibile modificare i dati presenti senza il consenso di tutti i blocchi che devono trattare quel tipo di informazione;
- Decentrata, non c’è un “centro” ma le attività e le informazioni sono distribuite lungo tutta la catena (sempre seguendo un preciso schema gerarchico);
- Trasparente, tutte le operazioni effettuate in una blockchain sono monitorate e tracciate.
Blockchain e gestione documenti
Come si è detto, la blockchain viene applicata negli ambiti più disparati. Il document management non fa certamente eccezione. Ecco come la “catena di blocchi” più dare il proprio contributo nel migliorare e rendere più efficiente e sicura la gestione documentale:
- I documenti sono presenti su più computer contemporaneamente. Questo non solo semplifica i processi di condivisione e modifica documentale ma permette di ridurre gli eventuali rischi derivanti da malfunzionamenti delle macchine: qualora un computer avesse un guasto, a quel dato documento sarebbe comunque possibile lavorare da un altro PC.
- La gerarchia chiarisce quali informazioni devono essere condivise con chi. Grazie alla blockchain, le informazioni vengono trattate e lavorate solo da chi ha effettivamente la responsabilità per farlo, e non da persone non autorizzate se non addirittura esterne.
- Tutte le modifiche sono tracciate. Inoltre, le modifiche vengono concretamente effettuate soltanto se vengono coinvolti i nodi successivi. Questi due (solo in apparenza) semplici meccanismi assicurano massima sicurezza e massima tracciabilità di tutte le operazioni.
Come blockchain e conservazione digitale si integrano
Fornito, quindi, il panorama generale, è venuto il momento di entrare nel dettaglio: la blockchain come può, in un certo senso, “aiutare” la conservazione digitale? Ebbene, può farlo in tre modi:
1. Protezione dei dati
Il contenuto della transazione tra due nodi viene “marcato” con un hash crittografico (che identifica il contenuto in maniera univoca). Inoltre, i blocchi comunicano tra loro utilizzando sia una chiave pubblica sia una chiave privata, due accorgimenti che rendono le transazioni assolutamente sicure.
2. Crittografia asimmetrica
Grazie alla crittografia asimmetrica (a ben vedere, come avviene con la firma digitale), la blockchain garantisce integrità e immodificabilità dei documenti.
3. Validazione temporale
La blockchain permette di verificare in quale giorno e in quale ora un dato documento sia stato creato/modificato. E la validazione temporale è proprio una delle funzioni principali del processo di conservazione digitale.
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