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Conservazione digitale e Libro unico del Lavoro digitale

Nell’agosto del 2008, con l’abolizione dei Libri Paga e Matricola è nato il Libro unico del Lavoro. Documento che, secondo la norma, può essere tenuto in formato digitale e gestito tramite processi di conservazione digitale.

Al suo interno dovranno essere conservati i dati di ogni singolo lavoratore assunto. In breve, i dati che dovranno risultare dal Libro unico del Lavoro, sia digitale sia cartaceo, sono i seguenti:

  • Dati identificativi del lavoratore (nome, cognome e codice fiscale);
  • Qualifica e livello d’inquadramento;
  • Retribuzione (anche la porzione di retribuzione esente dal punto di vista fiscale);
  • Anzianità di servizio
  • Posizione assicurativa e di previdenza;
  • Il calendario presenze.

Con le novità apportate dal recente Decreto Sviluppo convertito in legge (L. n° 106 del 12 luglio 2011), anche la tenuta del Libro unico del Lavoro in formato digitale, al fine della conservazione digitale, è soggetto a vidimazione una volta l’anno. Tale norma modifica la precedente che prevedeva la vidimazione con cadenza trimestrale.
La vidimazione del Libro unico del Lavoro dovrà essere effettuata tramite l’apposizione della marca temporale e della firma digitale da parte dell’imprenditore o del Responsabile della Conservazione digitale.

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