La Presidenza del Consiglio, nel progetto per lo sviluppo del Mezzogiorno del 2010-2011 prevede incentivi e agevolazioni per le aziende che attuino processi di innovazione mirati al raggiungimento di una soglia di ecocompatibilità. All’interno di questi processi sono considerati anche la conservazione sostitutiva e la digitalizzazione dei documenti. In che modo queste scelte di innovazione e cambiamento possano considerare i processi di conservazione sostitutiva è presto detto: pensate solo alla carta risparmiata nell’eseguire processi e documentazioni in formato prettamente digitale.

Un’azienda che attui processi di digitalizzazione come quelli su descritti diminuisce il proprio impatto ambientale in modo considerevole, accedendo allo stesso tempo ad una politica di risparmio legata alla semplificazione degli iter burocratici fiscali-finanziari e alla riduzione delle risorse impiegate. A tutto questo si aggiunga che tutti i documenti prodotti tramite conservazione sostitutiva godono della stessa validità di cui godevano precedentemente le corrispondenti versioni analogiche. Infatti, leggendo le normative vigenti in merito alla validità dei documenti digitalizzati, è facile comprendere come sistemi di apposizione di firma digitale e marchio temporale permettano ai proprietari di tali documenti, come alle autorità, di verificare in ogni momento integrità e provenienza dei suddetti.

Sia la smaterializzazione, o conversione dei documenti analogici in digitale, che la dematerializzazione, o produzione dei documenti in forma digitale, come processi interni della conservazione sostitutiva, oltre a rendere un’azienda attenta al proprio impatto ambientale le permettono di godere di ingenti risparmi e agevolazioni.

Tutto di guadagnato per le aziende del Mezzogiorno che, in merito agli incentivi proposti dalla Presidenza del Consiglio, vogliano accedere ad un processo verso l’innovazione.

Approfondimenti sulla conservazione sostituitiva sul sito di Bucap.

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