I servizi segreti britannici hanno scelto per la dismissione degli archivi digitali e per l’archiviazione cartacea “di sicurezza”. Una scelta che, nel 2014, può sembrare anacronistica, soprattutto se si pensa che a compierla sono stati gli 007 dell’Mi6, che la cultura popolare ha da sempre figurato come dotati di tecnologia all’avanguardia.

Il ritorno all’archiviazione cartacea da parte del servizio segreto d’intelligence della Gran Bretagna è stata una scelta obbligata che segue lo scandalo Datagate, con la sottrazione di milioni di dati raccolti e archiviati digitalmente attraverso il sistema Prism.

Ma qual è il pregio di un archivio cartaceo nel 2014? Sir John Sawers, alla guida dell’Mi6, ha trovato due qualità che rendono l’archiviazione cartacea il baluardo della sicurezza dei dati d’intelligence militare: la difficoltà di trasporto dell’archivio e l’impossibilità di duplicazione in massa dei documenti.

L’Mi6 non è l’unico servizio segreto a tornare all’analogico. L’Fsb, l’intelligence militare russa erede del Kgb, è tornata a battere i rapporti a macchina, sottraendosi a ogni possibilità d’infiltrazione e furto di dati attraverso strumenti informatici.

Il 2014 sarà l’anno del ritorno all’archiviazione cartacea? Staremo a vedere. Un elemento rimane, comunque, inopinabile: l’analogico, pur con tutta la sua scomodità, continua a far valere i propri pregi.