La Discoteca di Stato (ad oggi ICBSA) nasceva nel lontano 1928 con un decreto Regio, l’articolo 5 del Decreto così recitava: Sui dischi fonografici di cui al precedente articolo sono impressi speciali contrassegni con progressiva numerazione, distintamente secondo che siano, o meno, desti­nati alla vendita al pubblico.

Allora si parlava di dischi fonografici, antenati dei dischi in vinile, oggi la tecnologia applicata all’archiviazione è tutta un’altra cosa! (Oggi, ad esempio, si parla di Microfilmatura, tecnologia in grado di conservare i documenti per un lungo periodo).

Con il DPR n. 233 del 26 novembre 2007, l’ICBSA Istituto Per I Beni Sonori Ed Audiovisivi è subentrato alla Discoteca di Stato acquisendone le competenze.

Il catalogo multimediale dell’ICBSA, con ricerca analitica, è ricchissimo di materiale, ecco qualche numero:

  • 330.000 brani audio
  • 130.000 immagini
  • 1.000.000 di titoli 

Oltre a questo, l’Istituto (Palazzo Mattei di Giove, Via Michelangelo Caetani a Roma), conserva anche una collezione di strumenti storici per la riproduzione del suono, fra i quali grammofoni, fonografi e altri.

Perchè l’uomo vuole “conservare”?

Perché l’uomo avverte la necessità di “conservare” un documento, una foto, una lettera? Cosa ci spinge a cercare negli archivi storici le immagini di “come eravamo” anche se in quel periodo storico non eravamo nemmeno nati?

Probabilmente perché l’essere umano è (anche) storia, è memoria.
Sicuramente perché gli archivi ci danno la possibilità di lasciare traccia della nostra vita.

A dirlo non siamo solo noi…
L’economista e sociologo Vilfredo Pareto affermava, a proposito del sistema sociale e del suo mutamento,  che il tendere a conservare i propri beni non è altro che un sottolineare il proprio status e la propria identità.

Link utili
Cataloghi online dell’ Istituto Per I Beni Sonori Ed Audiovisivi 

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