imposta di bollo nella fattura elettronica

Invio dell’impronta dell’archivio fiscale non più necessario, ecco perché

Invio dell’impronta dell’archivio fiscale non più necessario, ecco perché


Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 17 giugno 2014 sembrerebbe indicare la necessità, da parte dei soggetti fiscali, dell’invio dell’impronta dell’archivio fiscale all’Agenzia delle Entrate. Come segnalato dall’ANORC tale obbligo, sopravvissuto alla normativa precedente (Decreto del 23 gennaio 2004 del Ministero dell’Economia e delle Finanze), parrebbe entrare in conflitto con lo spirito generale dell’ultimo DMEF sull’argomento, che va nella direzione della semplificazione degli obblighi relativi alla conservazione dei documenti fiscalmente rilevanti.

L’ANORC ha, dunque, interpellato l’Agenzia delle Entrate per chiarimenti. Ad oggi ancora non vi è stata una risposta ufficiale all’istanza relativa all’obbligatorietà della comunicazione dell’impronta dell’archivio fiscale. Tuttavia, da pareri non ufficiali, sembra trasparire l’orientamento favorevole all’abolizione dell’obbligo d’invio dell’impronta.

La funzione dell’impronta, secondo l’impostazione precedente, infatti, era quella di prolungare la validità delle marche temporali che, originariamente, era fissata a tre anni. Attualmente la durata di validità di una marca temporale è di venti anni.

Non resta che attendere la pubblicazione della Circolare interpretativa dell’Agenzia delle Entrate per avere un parere ufficiale e definitivo sulla questione dell’invio dell’impronta informatica dell’archivio fiscale.

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