I processi di conservazione digitale potranno essere certificati come ‘processi a norma‘ da soggetti terzi. È questo un importante elemento introdotto dal D.lgs. 235/2010.

I certificatori dovranno verificare che le tecniche e le procedure impiegate dai responsabili della conservazione digitale seguano i dettami definiti dall’art. 43 del Codice di Amministrazione Digitale relativo alla ‘Riproduzione e conservazione dei documenti‘, ma anche dall’art. 71, che ne definisce le regole tecniche.

Il più accreditato tra i certificatori è DigitPa, in grado, secondo l’art.44-bis, di fornire un riconoscimento di requisiti d’eccellenza nel campo della conservazione digitale.

DigitPa terrà un elenco pubblico di Certificatori/Conservatori, l’iscrizione al quale fornirà la qualifica ufficiale della quale potrà avvalersi nei rapporti con la Pubblica amministrazione e nei confronti dei privati che vogliono avvalersi dei servizi di conservazione digitale in outsourcing o delle certificazioni di conformità dei processi adottati.

Tale conformità risulta fondamentale per poter assolvere agli obblighi di conservazione e per poter contare sul valore probatorio del documento informatico conservato secondo la procedura digitale certificata.

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Conservazione digitale

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