La Commissione Europea con la raccomandazione 2006/585/EC del 24 Agosto 2006 ha espresso la necessità di promuovere la digitalizzazione e l’accesso del materiale culturale on-line, evidenziando come un intervento di questo tipo appoggiato alle più innovative tecnologie di informazione potrebbe giovare alla memoria storica collettiva. Inoltre, la Commissione ha invitato gli Stati Membri a prendere le misure necessarie volte all’implementazione di una strategia di digitalizzazione per favorire un utilizzo migliore del potenziale culturale ed economico dell’eredità Europea stessa attraverso internet.

La digitalizzazione dell’accesso alla cultura è quindi diventato un obiettivo chiave a livello europeo già nel 2006, facendo delle biblioteche digitali l’obiettivo del 2010. Queste conterranno oltre che testi fino ad oggi editi in cartaceo (libri, giornali e riviste), fotografie, video e ulteriori media audiovisivi.

I vantaggi della digitalizzazione della cultura sono molteplici:

 

  • Rende il materiale culturale accessibile ad una fetta di popolazione molto più ampia;
  • Rende chiaramente visibile la varietà della cultura europea;
  • Preserva la memoria collettiva a lungo termine intatta per la generazioni future.

Gli stati membri necessitano di una coordinazione

Il materiale europeo dovrà essere digitalizzato, reso accessibile e preservato da ogni Stato Membro in accordo con la Green Paper of Copiright del 1995 che sancisce i termini della proprietà intellettuale per l’Europa. Dato che attualmente in nessuno degli Stati Membri esiste una politica strategica ferrea sulla digitalizzazione, la Commisione ha invitato gli stessi a produrne una con l’obiettivo di favorire la dematerializzazione e la conservazione del patrimonio.

È stato posto l’accento per esempio sull’implementazione di attività di Web-harvesting, che consentirebbero ai singoli stati di cominciare la raccolta dei materiali già online per la preservazione senza attendere che quelli vengano caricati, velocizzando così il processo di archiviazione. La Commissione vorrebbe inoltre che queste procedure fossero incorporate e regolamentate nella legislazione nazionale.

La commissione ha invitato, inoltre, gli Stati Membri a creare una rete di facilitazioni per l’accesso al web e la digitalizzazione su larga scala: una di queste potrebbe essere l’istituzione di centri di competenza per la digitalizzazione.

Su tutti questi punti la forma di applicazione dovrebbe risultare coordinata tra gli Stati Membri al fine di superare le divergenze e le diversità che allontanano un paese dall’altro in merito alla digitalizzazione e alla conservazione sostitutiva dei documenti.

L’enfasi sugli investimenti

La commissione ha richiesto ai vari Stati Membri di incrementare gli investimenti sulle nuove tecnologie informatiche in generale e sulla digitalizzazione in particolare, incoraggiando le partnership tra enti pubblici e privati.

La Commissione ha, inoltre, chiesto al direttivo degli Stati Membri di fornire un report delle attività intraprese in questo senso con regolare scadenza.

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