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Obsolescenza dei software e la conservazione digitale di lungo periodo

La conservazione di lungo periodo dei documenti e dei dati digitali è a serio rischio: l’allarme è lanciato da Vinton Cerf, uno dei padri di Internet e co-inventore del protocollo Tcp/Ip.

In un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore il 18 giugno 2013, si riporta il senso dell’intervento dell’informatico padre del world wide web effettuato in occasione di un evento del settore. Archiviare big data e teta di informazioni digitali? Non ha senso se tra qualche anno non saremo più in grado di accedere alle informazioni conservate. La causa di tutto questo è l’impressionante tasso di obsolescenza dei software grazie ai quali vengono elaborati, salvati e archiviati i documenti digitali.

Voler puntare su software commerciali che impiegano formati e librerie proprietarie, significa essere schiavi, come ha sottolineato Cerf, di frequenti backup e riversamenti per adeguare i documenti alle versioni aggiornate dei software.

La soluzione che Cerf ha individuato, è il cuore della conservazione sostitutiva e dell’archiviazione digitale professionale: i metadati.

Una soluzione che ha una lunga storia nella gestione documentale dematerializzata e nella progettazione e implementazione di uno degli strumenti più efficienti per l’archiviazione sistematica e organica di documenti: il protocollo informatico.

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