Archiviare i propri documenti è una necessita in cui incorrono tutti gli enti sia pubblici che privati. Ogni documento, tuttavia, in base al suo valore, alla longevità cui devono attingere i dati in esso inclusi, al fine a cui la sua archiviazione è stata programmata e alla sua tipologia può, o meglio, deve necessariamente accedere ad un metodo di archiviazione il più possibile mirato. Fino a pochi anni fa l’attività di archiviazione si divideva principalmente in un’attività di archiviazione fisica e in una di archiviazione ottica.

Oggi, le cose sono cambiate e l’ingresso in campo del digitale ha permesso che questo fosse considerato in qualche modo la terza, e forse più efficace, via per l’archiviazione e la conservazione. La nascita di un sistema di archiviazione digitale ha quindi risolto i problemi di spazio e di conservazione nel lungo periodo propri dell’archiviazione fisica, come ha superato i problemi di compatibilità universale e di indicizzazione propri dei sistemi di archiviazione ottica.

Se però guardiamo bene alla realtà dei fatti e alle necessità generali delle aziende, ci accorgiamo che tra questi tre tipi di archiviazione nessuno può rappresentare ancora la risposta definitiva alle difficoltà delle altre. Da una parte, infatti, l’archiviazione digitale non è ancora in grado di accedere alla longevità di cui può godere un documento sottoposto ad archiviazione ottica; allo stesso tempo l’archiviazione fisica e la sua gestione non può essere definitivamente sostituita dall’archiviazione digitale, per la mole di documentazione che ancora va gestita prima di una completa conversione.

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Sistemi di archiviazione

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