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Standard di metadati Dublin Core: descrivere il documento digitale

Lo standard conosciuto anche con l’acronimo DCMI (Dublin Core Metadata Initiative) o più semplicemente DC, è nato a seguito della conferenza tenutasi nel ’95 nella città dell’Ohio, Dublin, durante la quale è avvenuto il confronto tra esperti della gestione documentale (archivisti e bibliotecari), editori e ricercatori provenienti da varie discipline e non ultimi ricercatori e sviluppatori di strumenti informatici.

A seguito dell’individuazione di un ambito di lavoro univoco per tutti i partecipanti, si è stabilito in modo concorde la creazione di uno standard ampiamente condiviso per lo scambio di informazioni su risorse documentali digitali (metadati), il Dublin Core venne riportato e sviluppato nell’ambito di una delle più grandi reti di servizi bibliotecari esistente: la statunitense Online Computer Library Center.

Il nucleo fondamentali dell’architettura condivisa di metadati rappresentata dal Dublin Core si basa su quindici elementi, individuati principalmente per la descrizione di risorse web. Il suo impiego si è ampiamente esteso a vari settori a garanzia, attraverso la standardizzazione, dell’interoperabilità degli strumenti accessori di archivi, biblioteche e raccolte documentali più in generale.

Lo standard di metadati Dublin Core ha avuto un riscontro di validità internazionale a seguito del recepimento nell’ambito delle norme ISO (l’ultima versione è la ISO 15836:2009) e il conseguente impiego a livello internazionale.

Dello standard Dublin Core se ne parla approfonditamente nel Manuale di conservazione digitale di Sinibaldi e Buongiorno nel quale si potrà trovare anche l’elenco degli attributi.

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