La trasformazione digitale della pubblica amministrazione: i 4 punti chiave
Il processo è sicuramente complesso, molto sfaccettato, e gli attori coinvolti sono diversi. Ma la digitalizzazione non è in discussione, anche perché è la direzione in cui sta andando il mondo. La PA italiana non fa certamente eccezione.
La trasformazione digitale della pubblica amministrazione è un obiettivo prioritario nei prossimi anni. Un obiettivo che porterà alla scomparsa della carta, alla riduzione dei costi e all’erogazione di servizi molto più efficienti e utili per il cittadino. L’intero processo, sicuramente complesso, si basa su questi quattro punti chiave.
Temi
- Gli attori del processo
- Il Piano triennale per l’informatica nella PA
- Il Modello strategico di evoluzione
- Digital transformation
Gli attori del processo
Gli enti e i soggetti coinvolti nel processo di trasformazione digitale della pubblica amministrazione sono:
- Governo;
- Dipartimento della Funzione Pubblica;
- Ministero dell’Economia e delle Finanze;
- Commissario per l’attuazione dell’Agenda digitale;
- Comitato di indirizzo dell’AgID;
- L’AgID;
- Amministrazioni regionali e Province autonome;
- Tutte le amministrazioni;
- Società in house;
- Enti strumentali;
- Società Consip e centrali di committenza.
Le funzioni di ciascun attore e i rapporti che intercorrono tra tutti i soggetti coinvolti sono rappresentati qui di seguito:
(Fonte immagine: Docs.italia.it)
Il Piano triennale per l’informatica nella PA
Come si può leggere nel sito ufficiale del Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione:
Il Piano Triennale 2019-2021 indica le linee di azione per promuovere la trasformazione digitale del settore pubblico e del Paese.
Si tratta di uno strumento di pianificazione al quale ministeri ed enti pubblici devono contribuire e fare riferimento al fine di raggiungere l’obiettivo della completa informatizzazione della pubblica amministrazione. Questi sono i punti chiave per riuscirci.
| 1. Interoperabilità | Interazione e scambio di informazioni |
| 2. Gestione dei dati | Strumenti per gestire in maniera efficiente la grande mole di dati della PA |
| 3. Infrastrutture fisiche | Le infrastrutture necessarie per una corretta ed efficiente condivisione dei dati |
| 4. Servizi digitali | Gli strumenti per raggiungere gli obiettivi del Piano triennale |
| 5. Sicurezza | Chi è preposto alla sicurezza dei dati e cosa deve fare per garantirla |
1. Interoperabilità
Il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione prevede che il concetto di interoperabilità debba essere esplicato in questo modo: implementare dei sistemi informatici efficienti che garantiscano la piena interazione e la massima facilità nello scambio di informazioni all’interno della pubblica amministrazione.
Grazie all’interoperabilità sarà possibile:
- Uniformare le architetture informatiche;
- Promuovere l’utilizzo di procedure condivise.
2. Gestione dei dati
La pubblica amministrazione, ogni giorno, produce e gestisce una gran mole di dati e informazioni. Per sfruttarne appieno le grandi potenzialità, occorre fare in modo che tali dati siano gestiti in maniera più sistemica. Il Piano triennale individua tre grandi aree:
- Basi di dati d’interesse nazionale. Queste devono: contenere informazioni verificate, valide e veritiere; essere omogenee per tipologia e per dati contenuti; contenere informazioni importanti per lo svolgimento delle attività della pubblica amministrazione.
- Open data. I dati gestiti nella pubblica amministrazione dovranno essere liberamente usabili e riutilizzabili da tutti i soggetti che hanno accesso a quei determinati dati.
- Vocabolari controllati e modelli dei dati. Due strumenti che concorrono a creare quel sistema in cui tutti i dati sono organizzati e condivisi con modalità stabilite e omogenee.
3. Infrastrutture fisiche
Se fino a questo momento si è parlato di best practice dal punto di vista gestionale, adesso si entra più nello specifico: quali sono gli strumenti concreti che permetteranno di raggiungere gli obiettivi del Piano triennale? Le infrastrutture fisiche individuate sono:
- Data center. Si tratta di un ambiente nel quale sono allocate più infrastrutture ICT. Nella pubblica amministrazione, ci sono svariati data center in funzione e la loro gestione rappresenta circa il 39% della spesa ICT annuale nelle PA. Questa spesa è riducibile valorizzando i data center che funzionano meglio e accorpando quelli simili.
- Cloud. Entro il 2019, il Piano triennale prevede che venga realizzato un ambiente cloud omogeneo e condiviso in tutta la pubblica amministrazione, che renderà molto più semplice condividere e modificare documenti e informazioni.
- Connettività. I due punti precedenti non possono prescindere dall’avere a disposizione una connettività stabile e potente. Senza dimenticare la questione della sicurezza: vanno previsti strumenti come antivirus e firewall.
4. Servizi digitali
Per raggiungere i macro-obiettivi e i micro-obiettivi stabiliti dal Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione, l’AgID (Agenzia per l’Italia digitale) individua e mette a disposizione cinque strumenti:
- Repository del codice sorgente;
- Catalogo delle API con documentazione, ambienti di test e sandbox;
- Documentazione tecnica;
- Strumenti di service design;
- Strumenti per la gestione di progetto.
5. Sicurezza
L’ultimo dei punti chiave riguarda la sicurezza dei dati. A tal fine, il soggetto individuato è il CERT-PA (Computer Emergency Readiness/Response Team). Fa parte dell’AgID e il suo compito è aiutare le pubbliche amministrazioni nel prevenire e nell’affrontare possibili minacce informatiche tramite l’adozione di:
- Cyber security knowledge base (un database dove sono raccolte le informazioni sulle infrastrutture tecnologiche della PA e sugli eventi di sicurezza verificatisi in tali contesti);
- National vulnerability database (un elenco di tutte le possibili vulnerabilità informatiche nella PA);
- Un sistema di prevenzione di possibili problemi e malfunzionamenti informatici.
Il Piano triennale in pdf
Il testo completo in formato pdf del Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione è consultabile a questo indirizzo: Pianotriennale-ict.italia.it/assets/pdf/2019-2021/Piano-Triennale-ICT-2019-2021.pdf.
Il Modello strategico di evoluzione
Il Modello strategico di evoluzione del sistema informativo della pubblica amministrazione è il quadro di riferimento all’interno del quale si innestano i progetti e le attività specifiche da realizzare per raggiungere gli obiettivi del Piano triennale.
Nel dettaglio, ecco cosa prevede il Modello:
(Fonte immagine: Docs.italia.it)
In questa immagine sono riassunti i concetti principali che abbiamo indicato e il quadro generale nel quale devono essere inseriti. Gli scopi e le funzioni del Modello strategico di evoluzione sono:
- Facilitare il coordinamento tra le pubbliche amministrazioni;
- Consentire lo sviluppo di servizi digitali utili per il cittadino;
- Agevolare l’informatizzazione della pubblica amministrazione;
- Promuovere soluzioni che riducano i costi e migliorino i servizi.
Tutti gli attori coinvolti nel processo di trasformazione digitale della pubblica amministrazione, dagli enti alle singole PA, devono organizzare il proprio operato in base a quanto stabilito dal modello.
Digital transformation
Bucap è il partner strategico per la digital transformation. Sia nel settore pubblico sia nel settore privato, è l’aiuto per l’attività di digitalizzazione, l’automazione dei processi e la gestione dell’intero ciclo di vita dei documenti.
La digital transformation è una evoluzione che tende all’infinito e ha come base innovazione, tecnologia e visione strategica che devono sostenere in maniera olistica le aziende e le organizzazioni verosimilmente in tutti i contesti i cui esse operano.
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