La digitalizzazione del patrimonio culturale-documentale dell’Europa ha suscitato la preoccupazione dell’Unione europea. Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 29/10/2011 L 283/39, dove sono contenute delle “Raccomandazioni sulla digitalizzazione e l’accessibilità in rete dei mateirali culturali e sulla conservazione digitale”, la Commissione ha voluto indicare alcune buone pratiche relative all’argomento. 

Secondo la Commissione UE, l’azione dei singoli stati dovrà poter contare su uno standard comune elevato e interoperabile. La miglior strada possibile per la digitalizzazione e la gestione documentale è quella della collaborazione tra pubblico e privato, l’unica in grado di garantire lo stanziamento adeguato dei fondi e l’impiego di tecnologie all’avanguardia, nonché di garantire la cura e l’interesse anche nei confronti di opere economicamente irrilevanti.

Attraverso la Legge UE 283/39, la Commissione auspica che la digitalizzazione sia il mezzo attraverso il quale il patrimonio culturale dell’Europa possa diventare di pubblico dominio per un’ampia fruizione, ma anche che si possa arrivare a una politica comune per la definizione di strategie di conservazione documentale.

Il principale strumento di questa politica sarà il museo digitale europeo: Europeana. Secondo il programma della Commissione, l’Italia, entro il 2015, dovrà fornire a Europeana un contributo di 3.705.000 documenti digitalizzati per la conservazione.

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