L’utilizzo della blockchain cresce. E bisogna adeguarsi al cambiamento
I numeri e le previsioni degli analisti parlano chiaro: sarà sempre più utilizzata nell’immediato futuro, un futuro molto più prossimo di quanto si possa pensare. Occorre, però, adeguarsi. Se non si vuole rischiare di restare fuori dal mercato e perdere efficienza.
È diventata “celebre” a livello globale per la sua prima applicazione nell’ambito delle criptovalute. Da lì, molto rapidamente, ha esteso sempre di più gli ambiti in cui si fa ricorso a tale soluzione. Oggi, l’utilizzo della blockchain è un dato di fatto, la cui diffusione tocca, ormai, gli ambiti più disparati. E gli analisti prevedono che anche la spesa per la blockchain aumenterà sempre di più.
Temi
- Come sfruttare la blockchain
- Cos’è la blockchain
- Applicazioni
- Esempio pratico: un archivio digitale
- Blockchain e gestione documentale
Come sfruttare la blockchain
Come si è anticipato, la spesa globale in soluzioni di blockchain sta aumentando e aumenterà, segno di quanto gli operatori in tutto il mondo abbiano già ben capito come sfruttarla. Quest’anno, la spesa a livello globale raggiungerà i 2,9 miliardi di dollari, facendo quindi segnare un incremento di +89% rispetto alla spesa sostenuta nel 2018 (che è stata pari a 1,5 miliardi).
E la crescita non si fermerà qui: secondo gli analisti, la spesa in soluzioni di blockchain arriverà a 12,4 miliardi nel 2022.
La spesa per la blockchain è cresciuta dell’89%
I settori
Sempre secondo le stime degli analisti, i settori che traineranno maggiormente l’incremento della spesa in blockchain nel 2019 saranno questi:
- Settore finanziario con 1,1 miliardi di dollari;
- Settore manifatturiero e risorse con 653 milioni di dollari;
- Settore distribuzione e servizi con 642 milioni di dollari.
(Dati: Idc.com)
I progetti
Nel triennio 2016-2018, i progetti di blockchain effettivamente realizzati o annunciati sono stati 579 a livello globale. I promotori dei progetti sono sia aziende sia governi. È significativo evidenziare come, sul totale di 579, ben 328 progetti, quindi più della metà, siano stati realizzati/annunciati nel solo 2018: in altre parole, il settore è in forte crescita, così come l’interesse nei confronti della blockchain.
Più nello specifico, le aziende e gli enti più attivi e interessati alla blockchain sono:
- Gli operatori nel settore finanziario (48%);
- Le pubbliche amministrazioni (10%);
- Gli operatori logistici (8%).
La blockchain in Italia
In Italia il settore della blockchain è ancora agli albori
E per quanto riguarda l’Italia? La situazione, come spesso capita, ha due facce. La prima dice che il Bel Paese è il terzo Paese europeo per numero di progetti attivi: il totale dovrebbe superare le 150 unità, anche se i progetti che hanno avuto grande rilevanza mediatica sono appena 19. L’altra faccia della medaglia racconta, invece, di un settore ancora agli albori, per quanto palesemente in crescita.
(Dati: Osservatorio sulla blockchain della School of Management del Politecnico di Milano)
Cos’è la blockchain
(Video: Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano)
Il video degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano è alquanto focalizzato sul trasferimento di valore ma rende più che bene l’idea di cos’è la blockchain. Utilizzando una metafora che renda bene l’idea, la blockchain può essere considerata come un archivio distribuito.
In pratica:
- Una blockchain è una catena composta da una serie di blocchi;
- Ogni blocco può essere collegato a tutti gli altri blocchi o solo con un certo numero di altri blocchi secondo un preciso schema gerarchico;
- Tra i blocchi collegati possono avvenire delle transazioni che variano in base alla natura specifica della blockchain;
- Ogni transazione è tracciata e validata;
- Non si possono modificare le informazioni contenute in un dato blocco se prima non vengono “convolti” anche tutti gli altri blocchi della catena.
Graficamente, una blockchain è, in sostanza, questo:
(Fonte immagine: en.wikipedia.org)
Applicazioni
Quanto descritto in precedenza ha, per così dire, valore generico. Perché la blockchain è, di fatto, un concetto, o per meglio dire un nuovo modo per gestire gli scambi tra tutti gli attori coinvolti in un determinato processo. Quindi, gli ambiti di applicazione sono innumerevoli. I principali:
- Bitcoin e criptovalute;
- Transazioni economiche;
- Gestione documentale.
Esempio pratico: un archivio digitale
Si prenda un archivio digitale. Se gestito in ottica blockchain:
- Tutti i documenti si trovano allo stesso tempo su tutti i computer che fanno parte della catena, quindi un dato documento è sempre recuperabile in caso di problemi o malfunzionamenti;
- Solo specifici computer possono accedere e lavorare a determinati documenti, secondo ragioni di opportunità/efficienza/sicurezza;
- Ogni documento, chi ci lavora e quali modifiche vengono apportare è tracciabile in qualsiasi momento;
- Dal momento che per modificare un documento devono essere convolti tutti gli attori e i nodi di una blockchain, non è possibile modificare i documenti senza che almeno un altro nodo lo venga a sapere.
Blockchain e gestione documentale
La blockchain, quindi, nell’immediato futuro diventerà sempre più diffusa anche per quanto riguarda la gestione documentale. Chi non si adegua, rischia di restare fuori dal mercato e di perdere efficienza, con conseguente riduzione dei ricavi. La soluzione? Chiedere aiuto agli esperti della gestione documentale, che sapranno guidare lungo il processo d’implementazione della blockchain.
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