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Data center: gli standard dei 4 tier definiti dal TIA-942


Data center: gli standard dei 4 tier definiti dal TIA-942



La perdita dei dati aziendali è un’eventualità da evitare, sempre. Informazioni che devono anche essere condivise secondo specifiche modalità, unico modo per incrementare il livello di efficienza ed efficacia di un ente o un’azienda. Per raggiungere questi obiettivi, basta ricorrere a delle soluzioni ad hoc.

Implementare un buon piano di business continuity e disaster recovery dovrebbe essere prioritario per qualsiasi tipologia di attività. Una priorità che richiede l’utilizzo di apposite tecnologie. Come i data center. Che, in base al livello di sicurezza e continuità operativa garantite, si dividono in quattro tier.

Temi

Definizione

Un data center è anche conosciuto con un altro nome: CED, ovvero centro elaborazione dati. Volendo dare una definizione, si tratta di:

Una specifica unità che ha il compito di coordinare e mantenere tutte le apparecchiature aziendali, tutti i servizi di gestione dei dati, e l’intera infrastruttura IT a disposizione dell’azienda.

In pratica, un CED coordina tutti i flussi di informazioni all’interno di una determinata azienda.

Come funziona

In un data center, sono presenti macchine come:

  • Server;
  • Sistema di archiviazione;
  • Sistemi di monitoraggio;
  • Router.

Questo a titolo di esempio, volendo cioè riportare le macchine che, comunemente, è possibile trovarci. Il meccanismo del funzionamento alla base di un data center è alquanto semplice da spiegare (diventa, però, complesso quando si tratta di metterlo in pratica). In sostanza, tutte le macchine presenti in un data center sono:

  • Connesse tra loro: incentrato su reti che utilizzano il protocollo IP e collegando tra loro macchine e applicazioni, un data center permette a tutti i computer connessi di accedere sempre alle informazioni di cui si necessita;
  • Ridondate: in questo modo, un data center garantisce la continuità operativa anche in caso di guasti o malfunzionamenti.

Gli standard dei 4 tier

Quindi, come si è detto, connessione tra computer e continuità operativa. Soprattutto il secondo elemento riveste una grande importanza. Lo standard TIA-942 definisce le best practice e le linee guida per la realizzazione di un data center. In particolare, lo standard TIA-942 individua quattro diversi livelli di progettazione di un centro elaborazione dati, ognuno di quali si caratterizza per il diverso grado di sicurezza che assicura.

Questi livelli prendono il nome di tier. A ogni tier corrispondono dei determinati standard di sicurezza e ogni tier si differenzia dagli altri, principalmente, per la percentuale di availability (che sarebbe, in sostanza, la percentuale di continuità operativa garantita durante l’anno).

Availability: percentuale di continuità operativa garantita durante l’anno

Tier 1: Basic

Livello di availability Caratteristiche del tier
99,671% di continuità operativa garantita.

Il data center resta fermo solo per 28,8 ore all’anno.

Suscettibilità a interruzioni legate ad attività pianificate e non pianificate.

Percorso singolo per la distribuzione di energia e raffreddamento (quindi, nessun componente ridondante).

Pavimento flottante, UPS o generatore non devono essere necessariamente presenti.

3 mesi per l’implementazione.

Spegnimento completo durante le manutenzioni preventive.

Non bisogna credere che 28,8 ore di inattività all’anno siano poche. Per questo, un data center tier 1 è consigliato per attività lavorative comunque medio-piccole, che producono una mole non eccessiva di documenti e di informazioni da condividere/archiviare.

Tier 2: Redundant Components

Livello di availability Caratteristiche del tier
99,741% di continuità operativa garantita.

Il data center resta fermo solo per 22 ore all’anno.

Minore suscettibilità legata a interruzioni pianificate e non pianificate.

Percorso singolo per l’interruzione dell’alimentazione e del raffreddamento (sono previsti elementi ridondanti).

Pavimento flottante, UPS o generatore devono essere necessariamente presenti.

Dai 3 ai 6 mesi per l’implementazione.

La manutenzione (del sistema di alimentazione e di altre parti dell’infrastruttura) richiede l’arresto del sistema.

L’implementazione di un data center tier 2, quindi, già garantisce un livello molto più alto di sicurezza e di continuità operativa. Ma prima di scegliere questa soluzione, c’è un elemento che bisogna considerare: se l’interruzione del sistema per manutenzione possa o meno arrecare problemi al normale svolgimento delle attività lavorative.

Tier 3: Concurrently Maintainable

Livello di availability Caratteristiche del tier
99,982% di continuità operativa garantita.

Il data center resta fermo solo per 1,6 ore all’anno.

Le manutenzioni pianificate si svolgono senza che l’attività dei computer sia interrotta, mentre le macchine si interrompono in caso di manutenzioni non pianificate.

I sistemi di alimentazione e raffreddamento presentano componenti ridondanti e collegamenti multipli.

Da 15 a 20 mesi per l’implementazione.

UPS, generatori e pavimento flottante devono essere presenti.

Sufficiente capacità per spostare il carico di lavoro/dati su un altro percorso mentre su quello principale si sta effettuando manutenzione.

Il livello di continuità operativa garantito da questo tier è estremamente alto ma anche i tempi di implementazione sono alquanto elevati. È indicato per attività lavorative già ben avviate, che producono una grande mole di informazioni/documenti e con una pianificazione aziendale di lungo termine.

Tier 4: Fault Tolerant

Livello di availability Caratteristiche del tier
99,995% di continuità operativa garantita.

Il data center resta fermo solo per 0,4 ore all’anno.

Le attività pianificate non comportano in alcun modo l’interruzione del sistema e il data center può sostenere almeno un evento disaster senza che l’operatività venga interrotta.

Il sistema di alimentazione e il sistema di raffreddamento presentano componenti ridondati e collegamenti multipli attivi contemporaneamente.

Da 15 a 20 mesi per l’implementazione.

Il tier 4 è il massimo del livello di sicurezza e continuità operativa che può garantire un data center. Non bisogna sottovalutare quel numero, 0,4 ore d’inattività all’anno, perché ci sono specifiche attività per le quali anche uno shutdown così ridotto potrebbe creare difficoltà: è il caso, ad esempio, degli ospedali.

Progettazione di un data center

Progettare un data center è un’attività complessa. Complessa e, potenzialmente, dispendiosa. Perché bisogna avere le competenze e l’esperienza per capire, dei quattro tier, qual è il più adatto alle esigenze aziendali, così da non sostenere una spesa eccessiva e, allo stesso tempo, garantire all’ente o all’azienda la business continuity di cui si ha bisogno.

Per semplificare il tutto, c’è il cloud data center di Bucap: un’infrastruttura IT completamente ridondata che garantisce la massima efficienza e la più totale protezione dei dati aziendali.

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