Ogni quanto tempo fare il backup: le 3 cose che bisogna sapere
Ogni quanto tempo fare il backup è una domanda che dovrebbe porsi qualunque responsabile dei flussi documentali di un’azienda o un ente. Una domanda alla quale non si può dare una sola risposta, in quanto dipende da questi tre elementi.
- Tipo di backup. Contrariamente a quello che molti credono, esistono diversi tipi di backup. E, allo stesso modo, ogni tipologia di backup è consigliabile o meno a seconda delle specificità dell’attività in questione. Ad esempio, il backup a caldo (anche detto hot backup) può essere svolto anche mentre gli utenti hanno accesso al database: in questo modo, si può fare la copia dei dati senza che l’attività lavorativa venga interrotta. L’esempio opposto è rappresentato dal backup a freddo (cold backup), che si effettua quando gli utenti non hanno accesso al database, quindi non è possibile lavorare mentre si sta facendo la copia dei dati. La prima cosa da decidere è quale tipologia di backup è la più adatta in base alle esigenze dell’azienda, dell’ente o dello studio professionale.
- Tipo di attività. Questo punto si ricollega strettamente alla scelta di tipo di backup. Ogni attività lavorativa ha le proprie specificità, le proprie necessità e, soprattutto, i propri tempi. Un ente che produce quotidianamente una grande mole di documenti avrà bisogno di backup svolti con maggiore frequenza, così da non risentirne in caso di disaster. Viceversa, per un’azienda che produce una mole documentale ridotta, potrebbe essere più che sufficiente anche un solo backup giornaliero, magari svolto nel momento in cui gli utenti non devono lavorare al database.
- Recovery point objective e recovery time objective. Il primo, l’RPO, indica l’ultimo momento nel quale è stato fatto il backup prima che sia avvenuta la perdita dei dati. Il secondo, l’RTO, indica il tempo che può intercorrere tra il disaster e il recovery senza che né i dati né l’attività possano risentirne in maniera negativo o, quanto meno, in maniera non gestibile. Il backup ottimale è quello che garantisce tempi ridotti sia di RPO sia di RTO, sempre in maniera compatibile con le necessità e le possibilità dell’azienda/ente.
Combinando questi tre elementi, è possibile non soltanto individuare con precisione ogni quanto tempo fare il backup ma anche implementare un efficiente piano di disaster recovery.
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