Recovery time objective e recovery point objective: qual è la differenza?
Qualunque attività deve mettere in conto di dover far fronte a un’emergenza: la perdita dei dati, che può essere dovuta a una serie di fattori, dal furto a un problema tecnico. Un’emergenza che può essere opportunamente gestita. Da questo punto vista, due importanti concetti, spesso confusi tra loro, sono recovery point objective e recovery time objective: qual è la differenza?
Recovery point objective
Per garantite la continuità operativa in caso di perdita dei dati aziendali, è buona norma fare periodicamente dei backup. Per recovery point objective s’intende l’ultimo momento in cui è stato fatto un backup prima che sia avvenuta la perdita dei dati.
Il recovery point objective ideale è il backup effettuato appena prima del problema, così da minimizzare la perdita di dati. Proprio per questo, è buona prassi pianificare dei backup periodici a intervalli regolari l’uno dall’altro. Il tempo d’intervallo tra un backup e l’altro varia a seconda del tipo di attività svolta dall’azienda o dal professionista.
Recovery time objective
Di solito, tra il disaster e il ripristino delle attività aziendali intercorre un certo lasso di tempo. Questo lasso di tempo prende il nome di recovery time objective. Come è facile intuire, questo tempo deve essere il più breve possibile, onde permettere all’azienda o al professionista di riprendere il prima possibile.
La durata del recovery time objective può variare in base a due fattori principali:
- Il primo è l’entità del disaster (in sostanza, dipende da qual è la mole di dati andata persa);
- Il secondo è l’efficacia del piano di disaster recovery, l’unica, vera soluzione per garantire la business continuity dell’azienda o dello studio professionistico.
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