Il Consiglio dei Ministri, con l’approvazione delle Misure urgenti per la crescita del Paese del 15/06/2012, ha unito le fuzioni di DigitPA e dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie e dell’innovazione in un nuovo ente strumentale: l’Agenzia per l’Italia digitale.

Dopo le indiscrezioni che ne avevano annunciato la nascita, l’Agenzia per l’Italia digitale ha visto la luce a tutti gli effetti con lo scopo di servire da strumento strategico per l’adeguamento del nostro Paese agli standard internazionali di innovazione tecnologica e per perseguire gli obiettivi fissati nell’Agenda digitale.

L’ente strumentale, ci si augura, andrà a colmare le lacune dovute alla mancanza di una strategia a orientamento unico e alla “frammentazione delle competenze” che hanno caratterizzato l’era (seppur breve) della coesistenza di DigitPA e dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie.

Per chi vede del positivo nell’introduzione della nuova realtà, le aspettative sono alte: secondo Stefano Parisi, presidente di Confindustria digitale, l’Agenzia «porterà a un risparmio di circa 36 miliardi di euro».

Con la neonata Agenzia per l’Italia digitale, il Governo ha voluto creare un ente poco strutturato e altamente tecnico, in grado di rispondere efficacemente alle sfide che il nostro Paese dovrà affrontare nell’era della dematerializzazione e della conservazione sostitutiva.

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