L’archiviazione ottica sostitutiva consente ad ogni documento cartaceo di accedere alla propria versione digitale senza perdere alcuna validità di tipo giuridico o amministrativo. Per ottenere ciò, tuttavia, ogni documento digitale quale prodotto di un processo di archiviazione ottica deve possedere alcuni requisiti che ne garantiscano l’integrità, l’originalità e l’appartenenza, secondo la normativa vigente in merito. Tali requisiti sono garantiti in questo caso da Item Crittografici, ovvero da un nucleo di regole tecniche che determinano la produzione di firme digitali da apporre al documento, la costruzione degli hashing e che contengono quindi informazioni dettagliate relative all’identificazione del documento, all’identificazione dei responsabili della procedura di archiviazione, alle firme digitali e all’integrità del documento.

Così il flusso di archiviazione ottica sostitutiva provvede, nell’occasione della sottomissione ad esso di un documento, la produzione del relativo file digitale e di un secondo file comprendente gli Item crittografici da trasferire anch’esso al supporto ottico cui è destinato il documento originale. Le stesse chiavi crittografiche sono sottoposte ad un controllo normativo che ne consente la standardizzazione: le chiavi devono essere tutte chiavi RSA dotate di un formato X.509 associato alla relativa chiave pubblica.

Queste, in breve, le norme tecniche che consentono ad un documento ottenuto da un processo di archiviazione ottica sostitutiva di conservare la validità giuridica e amministrativa di cui era dotato precedentemente la versione cartacea originale.

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Archiviazione ottica

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