I tempi e i costi dei processi potrebbero beneficiare di importanti riduzioni a seguito della diffusione della PEC anche tra gli avvocati difensori. È l’analisi del presidente della Corte d’Appello di Roma, Giorgio Santacroce, il quale ha auspicato una maggiore dematerializzazione dell’iter delle notifiche e degli atti di ambito processuale.

Lo snellimento delle procedure che seguirebbe alla diffusione della PEC, deriverebbe dall’immediato disponibilità delle comunicazioni relative ai processi in corso.

La breve nota dei vertici della Corte d’Appello sottolinea, ancora una volta, il fondamentale contributo che gli strumenti per la dematerializzazione possono fornire all’abbattimento dei costi della PA, ma anche all’aumento dell’efficienza dei servizi al cittadino. Ciò soprattutto in un campo come quello della Giustizia, nel quale i tempi di svolgimento degli iter e i costi delle pratiche e degli archivi rappresentano il punto debole del sistema.

In occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, anche il ministro Paola Severino ha posto al centro di una gestione della Giustizia che guarda al futuro, l’innovazione tecnologica di tutto il sistema.

PEC e dematerializzazione
possono, dunque, legittimamente considerarsi i primi passi verso una Giustizia migliore.

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