È stato diffuso online, da qualche giorno, il contenuto della bozza del decreto per l’Italia Digitale o, com’è meglio noto, del decreto Digitalia. Il testo normativo, ancora in fase di messa a punto, dovrebbe contenere le disposizioni urgenti in materia di attuazione dell’agenda digitale nel nostro Paese e la predisposizione di incentivi per le start-up innovative.

Dal testo, di facile reperimento nel web, si possono identificare i fattori chiave della strategia del Governo Monti: incentivo allo sviluppo di servizi digitali, identità digitale unificata (carta d’identità, tessera sanitaria, strumento di accesso ai servizi online), domicilio digitale, PEC per le imprese individuali, comunicazioni di nascita e morte per via telematica, digitalizzazione delle procedure amministrative, riuso dei programmi informatici, trasmissione telematica delle certificazioni di malattia nella PA, open data e inclusione digitale. Ulteriori temi sono quelli della scuola digitale e della sanità digitale (fascicolo sanitario elettronico, prescrizione medica digitale, cartella clinica digitale).

Quello del decreto per l’Italia Digitale è, dunque, un testo che racchiude tutti i temi più caldi del mondo della dematerializzazione documentale, della competitività aziendale e dell’efficienza nella PA.

Le reazioni alla diffusione della bozza non si sono fatte attendere. Gli esperti e gli appassionati del settore si sono dimostrati, nella gran parte, delusi dalle iniziative normative del Governo, denunciando ancora gravi lacune. D’altra parte, però, Monti incassa il plauso del Commissario per l’Agenda Digitale Europea, Neelie Kroes, per l’impegno normativo dimostrato con il decreto per l’Italia Digitale in direzione di una maggiore competitività ed efficienza del nostro Paese.

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