I principali standard di riferimento della conservazione digitale
Per capire il ruolo cruciale che rivestono gli standard nell’ambito della conservazione digitale, bisogna partire da un concetto: quello di interoperabilità. Ovvero, l’interscambio e l’interazione tra sistemi diversi. Più nello specifico, in ambito informatico l’interoperabilità è la capacità di due sistemi di potersi scambiare dati e informazioni.
Gli standard nascono appunto con lo scopo di garantire l’interoperabilità tra sistemi diversi. Uno standard, nel caso specifico della conservazione digitale, può essere definito come un insieme di regole condivise tra più sistemi per la codifica e la decodifica delle informazioni.
I principali standard di riferimento della conservazione digitale sono:
- ISO 14721:2012 OAIS (Open Archival Information System). Punto di riferimento a livello internazionale, le norme che lo compongono sono state sviluppate da ricercatori, esperti e appassionati di archivistica.
- ISO/IEC 27001:2013 (Information technology – Security techniques – Information security management systems – Requirements, Requisiti di un ISMS). Si tratta dalla versione più recente di una norma stabilisce requisiti per garantire la sicurezza fisica, logica e organizzativa.
- ETSI TS 101 533-1 V1.3.1 (2012-04) e ETSI TR 101 533-2 V.1.3.1 (2012-04). Entrmabi questi standard hanno la funzione di fornire le linee guida per valutare la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi utilizzati per la conservazione digitale delle informazioni.
- UNI 11386:2010 Standard SInCRO (supporto all’Interoperabilità nella Conservazione e nel recupero degli Oggetti digitali). Specificando e integrando la deliberazione CNIPA 19 febbraio 2004, questo è lo standard nazionale il cui obiettivo è rappresentare il vero punto di riferimento per chi svolge l’attività di conservazione digitale in Italia.
- ISO 15836:2009 Information and documentation (The Dublin core metadata element set, Sistema di metadata del Dublin Core). La nascita di questo standard è datata 1995, quando esperti, editori e ricercatori si riunirono nella città di Dublin, Ohio. Il risultato fu uno standard ampiamente condiviso per lo scambio di informazioni e documenti.
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