Dematerializzazione documentale: entro il 2016 parte la ricetta medica elettronica, ecco come funzionerà
La ricetta medica cartacea sta per andare in pensione. Dopo l’emanazione del regolamento tecnico per il fascicolo sanitario elettronico, la Sanità italiana sta per compiere un nuovo passo nel senso della dematerializzazione documentale: l’entrata in vigore della ricetta medica dematerializzata.
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha firmato il decreto che rende concreta questa ulteriore tappa verso l’abbattimento della documentazione cartacea in ambito sanitario, da realizzarsi in tempi brevissimi: entro il 2016.
Ecco come funzionerà la ricetta dematerializzata
A seguito di una visita medica, il dottore o lo specialista si connetteranno al sistema centrale a seguito di un’identificazione, associando la ricetta al codice fiscale del paziente. Il sistema calcolerà anche eventuali esenzioni parziali o totali a carico del paziente.
Tutto ciò di cui il paziente avrà bisogno è il numero di ricetta che verrà consegnato, assieme al codice fiscale, al farmacista il quale, collegandosi allo stesso sistema centrale, potrà accedere alla prescrizione medica.
A sua volta, la farmacia alimenterà il sistema centrale inviando i dati relativi alla vendita dei farmaci, comprensivi di prezzo, ticket, esenzioni e codici identificativi del farmaco.
Tutti i vantaggi della e-prescription
La dematerializzazione della ricetta medica potrà portare alcuni vantaggi legati all’automatizzazione dei controlli e alla velocità di accesso alle informazioni, oltre che, ovviamente, all’abbattimento dell’impiego della carta.
Grazie al sistema centralizzato di prescrizione di medicinali si contrasteranno le truffe e le falsificazioni, rendendo più agevole l’analisi della storia medica del paziente, migliorando il servizio sanitario.
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Conservazione documentale: servizio di tenuta archivi cartacei a norma di legge
La corretta tenuta e archiviazione dei documenti cartacei è un’attività che richiede molte risorse:
- Risorse umane: il personale addetto alla gestione dell’archivio deve essere competente e sempre aggiornato sulla normativa relativa alla conservazione documentale e della privacy (nel caso in cui i documenti conservati racchiudessero dati sensibili).
- Risorse di spazio e oneri di sicurezza: come ben sa chi gestisce un archivio analogico la sedimentazione dei fogli di carta e dei faldoni può richiedere ampi spazi. I locali destinati ad archivio, inoltre, devono essere adeguati alle normative sulla sicurezza. Infatti la custodia dei documenti deve essere improntata sul principio della riduzione al minimo dei rischi di smarrimento e distruzione (o deterioramento) dei dati conservati.
- Risorse di tempo: la gestione di un archivio cartaceo richiede tempo per l’archiviazione e la gestione del ciclo di vita del documento archiviato.
Per sollevare la struttura da questi costi, pubbliche amministrazioni e organizzazioni private, come aziende, studi professionali, banche e assicurazioni, possono puntare su un servizio professionale di tenuta degli archivi cartacei: la risposta a norma di legge a un’incombenza che può distrarre da investimenti più produttivi delle risorse impiegate.
Che si parli della tenuta dell’archivio corrente, di deposito o storico un buon servizio di gestione di un archivio cartaceo può garantire i migliori standard per ciò che riguarda i requisiti tecnici dei locali, la preparazione del personale e la salvaguardia dei documenti depositati.
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