Ogni anno negli uffici italiani si consumano 1,2 tonnellate di materiali cartacei, con un consumo di 80 kg a persona, per un totale di 240 miliardi di fogli. Ovviamente questi dati non sono che mere cifre relative stimate dal CERIS-CNR per l’anno 2007. In verità, infatti, è abbastanza verosimile ritenere che il consumo di materiali cartacei sia molto più alto. I dati, infatti, provengono da fonti come i bilanci ambientali d’impresa o dai fornitori di carta per le macchine fotocopiatrici. Ovviamente il reale importo del consumo cartaceo non è quantificabile.

Ci basti questo per trarre le stime di quanto la conservazione sostitutiva o l’applicazione della pratica del documento digitale possa giovare all’ambiente e non solo al business. La produzione e lo smaltimento di 240 miliardi di fogli di carta comporta secondo gli esperti un’emissione di oltre 4 milioni di tonnellate di CO2 nell’aria, molto di più di quello che viene emesso in un anno dal settore delle costruzioni in Italia.

Si è quantificato quindi l’apporto positivo che l’adozione del documento digitale porterebbe con sé solo se applicato ai settori soggetti a normativa. Il risparmio si aggirerebbe attorno alle 168mila e 259mila tonnellate di materiale cartaceo, equivalente al 13-20% del totale del materiale utilizzato. Per rendere la cosa più vicina all’esperienza di tutti i giorni, si risparmierebbe un foglio su cinque.

Le emissioni di CO2 scenderebbero di circa 900mila tonnellate in un anno, se fosse applicata la pratica del documento digitale ove previsto. Ciò sarebbe più o meno paragonabile ad uno stop delle emissione per 5 mesi da parte di tutto il sistema sanitario e assistenziale italiano o ad uno stop di 550mila autoveicoli. A questi si vengono ad aggiungere stime di risparmio sui consumi dei beni primari come l’acqua che vedrebbe risparmiati 10 miliardi di litri.

Prendiamo ad esempio ora una realtà concreta. Certamente una realtà come una compagnia assicurativa si trova a gestire una quantità di materiale cartaceo non indifferente; si parla di circa 3,1 miliardi di pagine, di circa 12mila tonnellate di carta e di 26 mila mq di spazio occupato per l’archiviazione dei documenti l’anno. Si è stimato che la conservazione sostitutiva di libri giornale e sezionali presso una compagnia assicurativa di medio-grandi dimensioni potrebbe portare un beneficio alla spesa superiore ad un valore di 2,3 milioni di euro in dieci anni.

La dematerializzazione quindi non porta solo un vantaggio intangibile in termini di facilità di gestione e controllo del flusso documentario, facilità d’accesso all’informazione e conformità alla legge. La sua adozione può portare anche all’aumento della qualità della produttività aziendale con l’aumento dei margini e del volumi dei ricavi; contemporaneamente può condurre verso l’abbattimento dei costi nel lungo termine e verso uno sviluppo sempre più sostenibile.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *