Digitalizzazione dei documenti sanitari: un’esigenza improrogabile. Traghettare la sanità pubblica nell’era digitale permetterebbe di risparmiare ben 12,4 miliardi di euro. In un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando diventa non solo una mossa efficace, ma un’azione necessaria. Secondo quanto afferma il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Antonio Tomassini, la digitalizzazione dei documenti sanitari è una questione economica e di fiducia nei confronti dei cittadini, che si troverebbero di fronte a un servizio più efficiente e più veloce.

Il risparmio stimato è pari all’11,7% dell’intera spesa del Servizio sanitario nazionale, una cifra che può fare la differenza. I documenti che verrebbero informatizzati sono molteplici: ricette mediche, certificati di malattia, prenotazioni visite, medici on-line, fascicolo sanitario, referti, cartelle cliniche, pagamenti delle prestazioni mediche.

I dati ci dicono anche che l’Italia è in un clamoroso ritardo informatico e che solo l’1% degli investimenti destinati alla sanità sono spesi per l’IT e che, di questi, il 64% viene investito al nord, il 17% al centro e il 19% al Sud, con un’evidente disparità di trattamento. 

La digitalizzazione dei documenti sanitari permetterebbe, inoltre, un risparmio di spese e di risorse, come quelle dei ricoveri pre-operatori.
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