Digitalizzazione in Italia: una panoramica sulla situazione
Le tecnologie digitali cambiano e cambieranno sempre di più il nostro modo sia di vivere sia di lavorare. Però si tratta di una possibilità non ancora a disposizione di tutti. Questo è un punto cruciale, che richiede molto lavoro e altrettanto impegno da parte di istituzioni e professionisti del settore.
Qual è lo stato del processo di digitalizzazione in Italia? Volendo utilizzare una espressione sintetica, si potrebbe rispondere così: un percorso tra luci e ombre. Negli anni, molto è stato fatto e la crisi di questi tempi ha dato una ulteriore accelerata. Molto, però, è anche quello che resta ancora da fare.
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Livello di digitalizzazione in Italia
I dati dell’Osservatorio professionisti e digital innovation del Politecnico di Milano (dati pubblicati nel 2020) disegnano una situazione che, tutto sommato, lascia ben sperare per il prossimo futuro:
- Il 34% delle imprese italiane già presenta un alto livello di digitalizzazione, sia dal punto di vista dell’infrastruttura sia da quello delle competenze delle risorse;
- Sempre in questo 34% si riscontra un ottimo livello di sostenibilità ambientale delle soluzioni ICT implementate;
- L’11% delle imprese ha comunque, specialmente in questo periodo, avviato un processo di digitalizzazione;
- Il 55% delle imprese dimostra di essere ancora “refrattario” all’implementazione di soluzioni digital ma anche loro, inevitabilmente, le stanno prendendo in considerazione, se non nell’immediato presente, almeno per il futuro;
- Tra il 2018 e il 2019, il numero di studi professionali che hanno investito più di 10 mila euro in tecnologie e digital è cresciuto dal 5% al 25%.
Come già detto, pur se tra luci e ombre, nel settore privato il processo di digitalizzazione sta comunque procedendo. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, se ne parlerà in chiusura.
Indice DESI 2020
Se i dati del Politecnico di Milano rappresentano il lato positivo della medaglia, l’indice DESI 2020 (Digital economy and society index) fornisce un quadro a tinte nettamente più fosche.
Fra i 28 Stati membri dell’UE, l’Italia occupa il terzultimo posto per quanto riguarda il livello di digitalizzazione generale, con un punteggio totale di 43,6.
I problemi italiani, per il DESI, sono diversi. I due principali:
- Capitale umano (punteggio 32,5): in Italia, i livelli di competenze digitali nelle persone restano molto bassi, situazione ulteriormente aggravata dal basso numero di laureati nel settore ICT;
- Connettività (punteggio di 50,0): situazione negativa determinata, soprattutto, dalla bassa diffusione della banda ultralarga (13% nel 2019, in crescita rispetto al 9% del 2018).
Elementi positivi
Nel generale quanto inevitabile processo di digitalizzazione del nostro Paese, ci sono diversi elementi positivi. È da questi che bisogna partire, è su questi che bisogna puntare per rendere l’Italia un Paese sempre più digital e in grado di approfittare dei tanti benefici e vantaggi che solo le tecnologie digitali possono garantire.
Diffusione dello smart working
I dati sulla diffusione dello smart working nel settore pubblico dicono che:
- La quasi totalità delle grandi aziende italiane, per la precisione il 97%, ha avviato un programma di smart working;
- il 58% delle piccole e medie imprese (Pmi) ha deciso di adottare un programma di smart working, totale o parziale;
- Il 70% delle grandi imprese ha aumentato o aumenterà i giorni di smart working settimanali, che, in media, si attestano a circa 2,7 giornate a settimana.
Questi dati (dell’Osservatorio smart working della School of management del Politecnico di Milano e relativi al 2020) fanno ben sperare perché lo smart working richiede strumenti (anche) digitali, quindi porta a un incremento delle competenze digital e dell’adozione di soluzioni digital all’interno delle aziende.
Discorso simile per quanto riguarda lo smart working nella pubblica amministrazione: il Decreto Ministro PA 19 ottobre 2020 prevede che, in ogni pubblica amministrazione, almeno il 50% del personale impiegato debba lavorare in modalità agile, il che significa acquisizione di nuove competenze e necessaria implementazione di soluzioni digitali per permettere ai dipendenti di lavorare in maniera efficace anche lontano dal proprio ufficio.
SPID e identità digitale
Lo SPID, il sistema pubblico di identità digitale, è qualcosa su cui la pubblica amministrazione sta puntando molto e lo farà sempre di più nei prossimi anni. Grazie allo SPID, infatti, il cittadino può gestire le comunicazioni da e verso la PA in maniera molto più semplice e veloce, e anche determinati servizi (come la richiesta di documentazione o la prenotazione di visite) vengono erogati utilizzando, semplicemente, uno smartphone.
Al momento, le identità SPID erogate sono circa 13 milioni e mezzo (Avanzamentodigitale.italia.it), segno di quanto lo strumento sia sempre più apprezzato da tutti i cittadini italiani.
Per avere maggiori informazioni sullo SPID, il sito da visitare è Spid.gov.it.
Sanità digitale
Altro elemento positivo (anche se, per certi versi, ancora all’inizio) dello stato della digitalizzazione in Italia è la Sanità digitale. Semplificando il concetto, questi servizi sanitari vengono erogati utilizzando tecnologie digitali, permettendo ai cittadini di risparmiare tempo:
- Fascicolo sanitario elettronico;
- Centro unico di prenotazione (CUP);
- Telemedicina;
- Tessera sanitaria;
- Ricette digitali;
- Digitalizzazione delle cartelle cliniche.
Per saperne di più:
La Sanità digitale: cos’è e come cambia l’erogazione dei servizi sanitari
Trasformazione digitale della pubblica amministrazione
Quella della trasformazione digitale della pubblica amministrazione è una questione complessa ma comunque in atto. Il riferimento principale, al momento, è rappresentato dal Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione per il triennio 2020-22, che prevede diversi interventi in tanti ambiti.
Lo scopo: essere il punto di riferimento per la completa digitalizzazione di tutti i servizi pubblici.
Per saperne di più:
Piano triennale AgID 2020-22: una sintesi degli aspetti più importanti
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