Negli ultimi tempi i media sono stati invasi da notizie sulla “digitalizzazione delle ricette mediche“. Prassi, secondo le notizie, avviata dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze il 21 febbraio 2011. Ma, cos’è che prevede effettivamente questo decreto? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Dopo la scossa dei certificati di malattia online, sembra che la pubblica Amministrazione si stia muovendo molto più velocemente della capacità di adattamento della popolazione. Tale ansia ha portato a travisare le nuove disposizioni che non hanno nulla a che vedere con la suddetta digitalizzazione di ricette mediche, né tantomeno (almeno per ora) la loro dematerializzazione.

Il progetto pilota che prenderà il via, nella fase di sperimentazione, solo in alcune regioni italiane (Val d’Aosta, Emilia Romagna, Abruzzo, Campania, Molise, Piemonte, Calabria, Liguria e Basilicata), interesserà i medici di medicina generale. Ad essi è richiesto l’invio telematico quotidiano di alcuni dati riguardanti le prescrizioni mediche sottoscritte al Ministero tramite il sistema Sac (Sistema di Accoglienza centrale).

Mentre, dunque, per i cittadini non cambierà nulla e continueranno a ricevere le ricette sul classico foglietto di carta, i medici, secondo le direttive poste dal decreto di cui sopra, saranno obbligati agli adempimenti prescritti. 

Pertanto non si parla ancora di digitalizzazione delle ricette mediche.

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