Il processo di digitalizzazione dei processi e dei documenti riguarda anche i cittadini. Con il progetto, partito nel lontano 2000, per la creazione e la distribuzione di carta d’identità elettronica, passaporto biometrico e permesso di soggiorno elettronico, anche il cittadino si sarebbe dovuto venire a trovare al centro di un processo che solo oggi sta cominciando a vedere a luce anche per l’affare pubblico. Tuttavia l’adozione delle misure suddette non ha mai avuto luogo. Per diversi motivi.

L ‘implementazione della carta d’identità elettronica, quello che sarebbe dovuto essere la vera e propria forza del progetto, ha subito un fallimento miserabile. La C.I.E. avrebbe dovuto rappresentare un vero e proprio fascicolo personale elettronico per il cittadino, il quale in una sola tessera magnetica avrebbe potuto portare sempre con se una grande quantità di informazioni personali ufficiali, una carta servizi rivolta all’usufrutto di servizi statali, i dati amministrativi del sistema sanitario nazionale e la firma digitale. Il progetto è fallito, come detto, perché arenatosi tra scontri di lobby, incertezza dell’apparato burocratico statale e immobilismo degli amministratori dell’Istituto Poligrafico e Zecca di Stato. Tutto questo ha portato a disagi incredibili per i cittadini che ne erano entrati in possesso in via sperimentale,i quali oggi detengono una proroga cartacea di un documento digitale difficilmente accettato fuori dal territorio italiano.

Un altro documento nato per migliorare la vita dei cittadini aumentando il controllo sull’immigrazione clandestina è stata l’istituzione del permesso di soggiorno elettronico. Il documento di identificazione, ritenuto il più sicuro al mondo per la presenza di una banda ottica del pari di quella della carta d’identità elettronica, ha perso, per l’Italia ogni sicurezza. Quella banda, producibile a basso costo e ottimale per la registrazione e l’accesso ai dati personali della persona cui si riferisce, è stata bandita dalla produzione del documento di permesso di soggiorno elettronico da un decreto ministeriale lo scorso 10 Maggio. Quella che avrebbe consentito l’inserimento nel documento di fotografia, dati del titolare, micro-immagini, dispositivo di memorizzazione dei dati e struttura di sicurezza verificabile elettronicamente, è ora disponibile senza alcun dispositivo di sostituzione. Ora insomma il permesso di soggiorno elettronico italiano è il meno sicuro al mondo.

Infine il passaporto elettronico biometrico, altra disposizione UE, fa parlare di sé più per le vicende giuridiche che per la tecnologia di cui si dovrebbe far portatore. Si, perché se la misura in Italia ancora non è stata accettata questo dipende esclusivamente dagli interventi giuridici sugli appalti irregolari banditi dall’istituto poligrafico e zecca di stato.

La digitalizzazione dei documenti a tutti i livelli, pubblico e privato, amministrativo e commerciale, è un processo necessario che comporta dei vantaggi in altro modo inarrivabili in termini di sicurezza, semplificazione dei cicli e risparmio di denaro. Mentre la tendenza ha preso piede tra i privati, però l’amministrazione pubblica ancora fatica a intraprendere la strada giusta. Ci sta provando ora con il piano e-Gov 2012, attendiamone i risultati.

Approfondimento
Aquisizione elettronica dati

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