Investimenti nel digitale 2019: crescono e-fatture, firma elettronica e conservazione digitale
Il processo in questione è tanto irreversibile quanto necessario. Ma è ancora un percorso dove si alterano luci e ombre. Lo scenario è variegato e complesso. I dati di due enti aiutano a trovare dei punti di riferimenti dai quali partire: dati forniti dall’Osservatorio professionisti e innovazione digitale e dagli Osservatori digital transformation academy e startup intelligence, entrambi della School of management del Politecnico di Milano.
Il digitale, ormai da anni, non è più un’opzione ma una necessità di primaria importanza. In misura diversa e con modalità diverse, se ne rendono perfettamente conto sia le aziende sia i professionisti. E i dati sugli investimenti nel digitale nel 2019 ci dicono che sta aumentando (e probabilmente aumenterà sempre di più) la spesa per e-fatture, firma elettronica e conservazione digitale.
Temi:
- Innovazione digitale e professionisti
- Innovazione digitale e aziende
- Trasformazione digitale della pubblica amministrazione
Innovazione digitale e professionisti
Nel 2018, la spesa ICT di avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e studi multidisciplinari ha fatto registrare un interessantissimo +7,9% rispetto all’anno precedente. In parte, tale crescita è stata motivata dalla necessità di adeguarsi ai nuovi obblighi normativi ma non solo: il trend ci dice che, ormai, c’è un’attenzione che cresce sempre di più sulle possibilità offerte dalle tecnologie digitali in ambito lavorativo.
Le tecnologie più utilizzate
Le tecnologie più utilizzate dai professionisti, e quindi le voci che hanno fatto registrare i maggiori volumi di spesa, sono, essenzialmente, queste sei:
- Firma elettronica (la quale era già utilizzata dal 97% degli studi);
- Fatturazione elettronica (che cresce dal 42% all’82% soprattutto in virtù dell’obbligo scattato dal 1° gennaio 2019);
- Archivio digitale dei documenti (47%);
- Conservazione digitale (45%);
- VPN (virtual private network, 44%);
- Videochiamate (42%).
Digitalizzazione e aumento delle entrate
Investire nella digitalizzazione conviene. Perché offrire un servizio più efficiente riduce i costi interni e incrementa la redditività. Negli studi professionali, la redditività aumenta:
- Del 57% se si utilizzano tecnologie a basso livello di innovazione;
- Del 60% se si utilizzano tecnologie a medio livello di innovazione;
- Del 69% se si utilizzano tecnologie ad alto livello di innovazione.
Il percorso verso la completa digitalizzazione è ancora lungo. Come già detto, la principale leva è rappresentata dagli obblighi normativi. Ma permangono ancora delle “sacche di dubbio” tra i professionisti. Timori relativi, soprattutto, a:
- Mancanza di competenze;
- Inadeguatezza degli strumenti a disposizione;
- Aggiornamento delle competenze e adeguamento ai cambiamenti;
- Il non avere lavoro sufficiente per mantenere lo studio (cosa che, di conseguenza, frena qualsiasi forma di investimento).
Fonte dati: Osservatorio professionisti e innovazione digitale della School of management del Politecnico di Milano
Innovazione digitale e aziende
Se professionisti e studi sono, comunque, molto attenti alle innovazioni del digitale, il mondo delle aziende non è certamente da meno. Secondo le stime, i budget che, nel 2019, le imprese italiane allocheranno per la digitalizzazione aumenteranno del 2,6%. E tali budget risulteranno incrementati nel 39% delle aziende.
Innovazione digitale e aziende
Principalmente, la spesa ICT nelle aziende riguarderà questi tre settori:
- Digitalizzazione e dematerializzazione (39%);
- Big data analytics e business intelligence (38%);
- Sistemi Erp (31%).
Tra le altre voci di spesa, ci sono: sistemi Crm (26%), e-commerce e mobile commerce (20%), information security, compliance e risk management (18%), industria 4.0 (16%), mobile business (16%), data center e information management (15%), artificial intelligence e machine learning (10%), smart working (10%), internet of things (9%), supply chain finance e blockchain (entrambe al 2%).
Da questo punto di vista, occorre dire che le aziende, molto più dei professionisti, sono consapevoli di un fatto fondamentale: l’innovazione tecnologica in generale e digitale in particolare è necessaria per poter mantenere il proprio livello di competitività sul mercato e offrire un servizio migliore rispetto di diretti competitor.
Digitalizzazione e dematerializzazione: una costante
Bisogna rilevare un aspetto cruciale. Sia i professionisti sia le aziende percepiscono perfettamente quanto sia importante, per il perseguimento degli obiettivi di business, porre la massima attenzione sulla dematerializzazione/conservazione digitale. Non è un particolare di secondaria importanza, specialmente nel momento di transazione in cui viviamo.
Transazione, cioè, dal documento cartaceo al documento digitale. L’obiettivo “zero carta” non è un miraggio né irraggiungibile, occorre soltanto utilizzare gli strumenti appositi. E sia le aziende sia i professionisti si rendono conto del miglioramento, dal punto di vista gestionale ed economico, che potrebbe essere apportato dai documenti digitali.
Fonte dati: Osservatori digital transformation academy e startup intelligence della School of management del Politecnico di Milano (in collaborazione con PoliHub)
Trasformazione digitale della pubblica amministrazione
Manca un terzo tassello per avere il quadro completo della situazione italiana per quanto riguarda il processo di digitalizzazione. Tale tassello è la trasformazione digitale della pubblica amministrazione.
Piano triennale 2019-21
Il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione individua, per il triennio 2019-21, cinque grandi ambiti di intervento che devono aiutare a rendere la PA completamente digitale: interoperabilità, gestione dei dati, infrastrutture fisiche, servizi digitali e sicurezza.
Ognuna di queste voci non deve essere considerata come un elemento isolato ma come parte di un unico piano che mira a un unico obiettivo: la scomparsa della carta e l’erogazione di servizi digitali che siano facilmente fruibili da tutti i cittadini.
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