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La storia dei sistemi OCR

I sistemi di riconoscimento OCR (Optical Character Recognition) permettono oggi, supportati da un software, di catturare delle immagini e renderne un testo modificabile. Questi sistemi si appoggiano su di una collaborazione tra software e scanner, per cui mentre l’uno acquisisce l’immagine di un testo, l’altro la elabora e la rende all’utente in formato ASCII, un formato modificabile.

Oggi l’OCR è una tecnologia di riconoscimento molto complessa e puntuale, in grado di distinguere anche i caratteri più simili come “0” e “O” o “8” e “B” e così via.

Tuttavia l’OCR non è nato dal nulla ed lo sviluppo di una sua necessità e quindi di un suo primo concetto risale agli inizi del 1900. Il primo passo dell’uomo accompagnato dalla tecnologia in questo senso fu l’invenzione dell’ “Optofono” da parte di Fournier D’Albe, che ad inizio del XX secolo, concepì questo strumento in grado di convertire caratteri in suoni per le persone non vedenti.

Nel 1912 il secondo passo verso il perfezionamento di un sistema OCR fu compiuto da Emmanuel Goldberg che inventò una macchina in grado di convertire il testo scritto a macchina in segnali morse per la trasmissione telegrafica.

L’ultimo antenato dei sistemi OCR infine lo produsse David Shepard nel 1951, quando mise in funzione GISMO, un apparecchio che metteva il Dipartimento della Difesa Americana in grado di leggere 23 caratteri, interpretare l’alfabeto morse e la dicitura musicale per poi darne una lettura ad “alta voce”.

Oggi l’OCR permette un riconoscimento universale delle immagini appoggiandosi a nuove tecnologie.

Scopri di più sulle attuali capacità e utilità di un sistema OCR avanzato.

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