Dal Dig.Eat 2013 dello scorso 13 marzo, il mondo della gestione documentale digitale ha un nuovo punto di riferimento: gli Stati generali della Memoria digitale. Oggi, questa nuova realtà ha un Manifesto che ne delinea i principi e le linee programmatiche riassunte a perfezione dal motto d’intenti che fa da sottotitolo al documento: “Rendiamo gli archivi digitali sicuri, affidabili e autentici nel tempo”.

Il nuovo ente promosso dall’ANORC (Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione digitale dei Documenti), con il Manifesto individua i principi fondamentali ai quali mirare per assicurare al Paese una PA digitale trasparente e al servizio del cittadino e delle imprese, primo volano della diffusione di strumenti e buone prassi di dematerializzazione anche nel settore privato.

Quelli individuati dai soggetti fondatori degli Stati generali della Memoria digitale e statuiti nel manifesto costitutivo, non sono concetti rivoluzionari poiché, in gran parte, già normati da leggi e codici in vigore (come il Codice dell’Amministrazione Digitale o CAD). Ma sono principi in attesa di una normativa attuativa esaustiva e attenta a tutti gli aspetti (tecnologici, pratici, economici e di sicurezza dei dati) necessari a evitare la creazione di gravi lacune legislative che rischiano di far viaggiare il Paese con il freno a mano tirato.

Chi vorrà leggere il Manifesto degli Stati generali della Memoria digitale troverà, tra i principi dichiarati, la volontà di trovare, nel digitale, la giusta via verso un’Italia più vivibile, più concorrenziale e più democratica.

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