In una recente ricerca dell’osservatorio eGovernment della School of Management PoliMi si analizza uno dei punti di sofferenza del processo di digitalizzazione della PA italiana. La scarsità dei fondi, la mancanza di una direzione univoca e le difficoltà di promozione dell’eGovernment hanno bloccato il tragitto verso la piena digitalizzazione, per legare la PA a una condizione ibrida che risulta altamente disincentivante per il cittadino e non efficiente per l’amministrazione. Ciò risulta in un incremento dei costi sia economici che gestionali.

Le pratiche e i pagamenti arrivano alla PA da diverse fonti e su diversi supporti. Ciò aggrava la PA dell’onere aggiuntivo di dover coordinare i documenti e le informazioni acquisite tramite canali differenti, e dell’onere di dover mantenere due sistemi paralleli di difficile coordinamento.

In tal modo viene frustrato un prezioso potenziale di efficienza derivante dalla digitalizzazione, vanificando gli sforzi organizzativi e gli investimenti tecnologici fin qui intrapresi.

Così come accade anche per l’amministrazione delle aziende private, la digitalizzazione raggiunge la massima efficienza quando risulta un sistema integrato e coerente che comprende tutti gli aspetti gestionali.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *