Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione: basi di dati
Il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione prevede la creazione di basi di dati di interesse nazionale che siano omogenee, affidabili e utilizzabili da tutte le PA. Questo obiettivo, tanto ambizioso quanto necessario, sarà raggiunto attraverso un percorso che si articola in quattro fasi principali.
- Pubblicazione di un elenco delle basi di dati di interesse nazionale. Completata lo scorso anno, l’AgID rende disponibile l’elenco completo delle basi di dati che sono state giudicate di interesse nazionale. L’elenco è completato da una scheda informativa, fornita dalle rispettive pubbliche amministrazioni, dove sono presenti le modalità di fruizione e le principali informazioni di tipo tecnico-normativo.
- Adeguamento delle basi di dati di interesse nazionale al modello di interoperabilità. Il modello di interoperabilità è il concetto chiave intorno al quale ruota tutto il processo di adeguamento e ottimizzazione delle basi di dati. Si tratta di un sistema il cui scopo è garantire la condivisione di dati e la collaborazione tra le pubbliche amministrazioni, e tra le pubbliche amministrazioni e soggetti terzi. Il sistema sarà implementato grazie a infrastrutture ICT, applicazioni e modalità condivise per la gestione dei flussi di dati. Le pubbliche amministrazioni titolari delle basi di dati di interesse nazionale dovranno adeguarsi agli standard stabiliti dal modello di interoperabilità.
- Integrazione delle basi di dati con il DAF. Le pubbliche amministrazioni titolari di basi di dati di interesse nazionale devono adeguare tali basi di dati, implementando canali di comunicazione con il Data & Analytics Framework (DAF). In questo modo, i dati all’interno del DAF si aggiorneranno automaticamente al momento della loro creazione.
- Predisposizione dei metadati. Rispettando le specifiche DCAT-AP_IT (profilo nazionale di metadatazione), le pubbliche amministrazioni mettono a disposizione i metadati che descrivono le basi di dati di loro competenza.
Questo processo, quindi, coinvolge due attori principali: l’Agenzia per l’Italia Digitale e le singole pubbliche amministrazioni che dovranno adeguarsi agli standard stabiliti dal modello di interoperabilità.
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