La rivoluzione digitale e il piano e-Gov 2012 promosso dal Ministro Brunetta, prevedono sulla carta una rivoluzione per la Pubblica Amministrazione, che potrebbe vedere i suoi processi ottimizzarsi per raggiungere il massimo grado di efficienza. Tuttavia esistono delle resistenze all’adozione delle tecnologie portate sul mercato dalla rivoluzione digitale.

Paolo Buongiorno di Bucap ha dato la sua opinione a Innovazione.PA sulla questione. Discorrendo sul proposito della ventata d’innovazione digitale Buongiorno afferma: “Denominatore comune di queste soluzioni innovative è il binomio risparmio-semplificazione: questa, ad oggi, è una consapevolezza abbastanza consolidata nella PA. La digitalizzazione dei flussi documentali apporta straordinari benefici in termini di velocità operativa, fruibilità dei dati e condivisione delle informazioni, tali da snellire e ottimizzare le burocrazie amministrative. Inoltre, molti benefici in termini di risparmio inducono anche impatti positivi per la tutela ambientale: ad esempio, semplicemente, già la diminuzione del consumo della carta contribuisce concretamente alla creazione di sistemi più ecocompatibili. Soprattutto nei momenti di difficoltà economica, le organizzazioni sono spinte dal desiderio di attivare politiche di ottimizzazione e, pertanto, l’attuale situazione, nazionale ed internazionale, rappresenta una fase cruciale per agire con ampi margini di successo, chiaramente sfruttando nei migliori dei modi possibili la tecnologia a disposizione, che oggi risulta essere ben strutturata e capace di fornire risultati garantiti e collaudati.”

Tuttavia a fronte di tali benefici, esiste una resistenza all’acquisizione di queste tecnologie. Buongiorno ne spiega i motivi:

… In Italia sono ancora troppo poche le applicazioni concrete rispetto alle straordinarie opportunità di impiego realizzabili. Questa limitata diffusione dipende principalmente da 3 fattori: il primo è la reale complessità della normativa di settore, che spesso può disorientare e inibire dirigenti desiderosi di investire nella dematerializzazione; il secondo è il timore che tali innovazioni possano stravolgere l’operatività quotidiana, inducendo alti costi nella gestione del cambiamento; il terzo è la scarsa conoscenza dell’esistenza di aziende in grado di gestire in outsourcing flussi personalizzati di alta qualità , fattore che riesce a risolvere con successo i primi due enunciati. Questo è un momento storico cruciale, dove chi ha potere decisionale può essere promotore di una vera e propria rivoluzione culturale ed economica, della quale potrebbe beneficiare l’intero Sistema Paese. Gli attuali strumenti tecnologici e la professionalità di tante aziende specializzate, come la nostra, in grado anche di offrire una consulenza costante dalla fase di studio e progettazione alla fase di implementazione e miglioramento continuo, sono elementi che possono e devono abbattere ogni remora e timore verso le nuove frontiere del trattamento digitale dei documenti. Il futuro è arrivato, parla in digitale.

Approfondimenti:
Gestione elettronica documentale

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