I Rotoli del Mar Morto e la digitalizzazione dei documenti: antichità e progresso si incontrano per rendere pubblicamente fruibile uno dei patrimoni più importanti della storia dell’uomo. L’iniziativa, secondo le prime notizie, sarebbe nata da una collaborazione tra Google e il Museo Israel di Gerusalemme, nel quale sono conservati i preziosissimi documenti originali.

I documenti manoscritti, rinvenuti nelle grotte di Qumran nei pressi del Mar Morto tra il 1947 e il 1956 in avanzato stato di deterioramento, hanno rappresentato una rivoluzione nell’esegesi biblica, nonché nello studio delle comunità ebraiche antiche e delle origini del Cristianesimo. Nei 900 testi da cui è composto il corpus dei Rotoli del Mar Morto, sono riportati frammenti di testi della Bibbia ebraica e testi apocrifi in ebraico, aramaico e greco.

Sempre stando alle prime notizie divulgate da L’Osservatore Romano, la digitalizzazione dei documenti sarà accompagnata dalla traduzione in inglese dei testi contenuti. L’esperimento è stato avviato su cinque rotoli (tra i quali si trovano i 66 capitoli del libro di Isaia).

La tecnologia messa in campo da Google avrebbe permesso la scansione e la digitalizzazione dei documenti ad altissima definizione, tanto da permettere ingrandimenti millimetrici tali da poter osservare dettagli difficilmente visibili ad occhio nudo.

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