Il decreto legge Crescita bis del Governo Monti dà un’accelerata alla diffusione della sanità digitale. E lo fa garantendo vigore di legge alle FSE e alle CCE. Due acronimi di cui sentiremo sempre più spesso parlare nel quotidiano. Andiamo, dunque, a scoprire cosa celano le due sigle.


FSE
è il Fascicolo Sanitario Elettronico, già partito come progetto pilota in alcune regioni e provincie autonome, ed è l’insieme dei documenti sanitari digitali (cartelle cliniche, ricette…) e delle informazioni legate a ciascun utente del servizio sanitario nazionale e dei servizi socio-sanitari regionali. Grazie al FSE si può ricostruire la storia sanitaria del titolare, grazie alle informazioni registrate dai singoli professionisti che prendono in cura l’assistito. Uno dei capisaldi della sanità digitale è l’accesso alle informazioni esclusivo per i professionisti del servizio sanitario al fine di garantire il più alto grado di protezione della privacy.

La CCE è la Cartella Clinica Digitale, parte integrate del FSE, rafforza il tema della conservazione sostitutiva andando a modificare la normativa introdotta dalla legge 4 aprile 2012, n° 35: dal decreto Crescita 2.0, la conservazione delle cartelle cliniche può essere effettuata anche solo in forma digitale. Questo vale anche per le strutture sanitarie private accreditate.

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto Crescita bis del Governo Monti, è prevista l’emanazione di un regolamento tecnico attuativo che regolerà nel dettaglio i contenuti del FSE e le procedure di inserimento dati e i sistemi di sicurezza da adottare.

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