Smaterializzazione: quale significato?

Generalmente questo termine “smaterializzazione” viene immediatamente associato a particolari effetti che potremo definire paranormali e infatti è molto probabile che la prima risposta data alla domanda “che cosa è la smaterializzazione” richiami episodi legati a film di fantascienza dove le persone viaggiavano attraverso il teletrasporto.

Se accostiamo a smaterializzazione la parola “documenti” tutto diventa molto più chiaro.
La smaterializzazione dei documenti è, in realtà, meglio conosciuta come dematerializzazione.
Questo termine è stato introdotto inizialmente nel settore finanziario in riferimento ai titoli di credito e successivamente è diventato un termine utilizzato soprattutto in riferimento ai documenti cartacei della Pubblica Amministrazione.

Il ruolo della smaterializzazione cartacea

Nel ciclo di vita dei documenti, la smaterializzazione è quel processo che trasforma i documenti cartacei in documenti digitalizzati.

La carta, definibile in questo caso come “materia, materiale”, quindi tangibile e usurabile, viene trasformata in “immateriale”, quindi non tangibile e non usurabile.
Il documento informatico, infatti, è immateriale in quanto non può, per sua natura, sottostare all’usura alla quale soccomberebbe un documento cartaceo.
Tuttavia, un documento smaterializzato può essere, mediante alcuni strumenti, modificato e reso editabile.

Sostanzialmente quindi, il vantaggio della smaterializzazione dei documenti sta nel fatto che gli stessi, perdendo il loro formato cartaceo per sposare quello digitale perdono, al contempo, la caratteristica di deteriorabilità del formato cartaceo ma ovviamente devono essere sottoposti a specifici processi di tutela e conservazione connessi al formato digitale.

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