Talvolta si rende necessario, per praticità, trsferire i documenti digitali su supporto cartaceo; in questo modo, però, la digitalizzazione e la dematerializzazione documentale vengono svilite della loro utilità e tutte le garanzie legate alla verifica della firma elettronica e alla marca temporale potrebbero venire meno.

Per tale ragione è stato introdotto il timbro digitale. In esso sono decodificati tutti i dati necessari a verificare la sussistenza delle tre caratteristiche donate al documento dalla sottoscrizione elettronica: non ripudio, integrità e autenticità. Attraverso strumenti elettronici di lettura e decodifica ottica, si potrà risalire a tali informazioni, precedentemente codificate in una rappresentazione grafica: il timbro, appunto.

Tra le 20 tipologie di timbro digitale attualmente utilizzate, sono presenti due formati open source di ampio impiego: il Maxicode e il PDF417.

Il timbro digitale è diffusamente impiegato nel rilascio di certificati digitali ed è, dunque, uno degli strumenti fondamentali della dematerializzazione della burocrazia e dell’abbattimento dei tempi nei rapporti tra cittadini e PA.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *