Manca sempre meno al fatidico appuntamento del 6 giugno con l’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti della PA. I dubbi e le perplessità da parte dei fornitori aumentano con l’approssimarsi di questa data. Per questo il Dipartimento Finanze del MEF, congiuntamente con il Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno emanato la Circolare n° 1 del 31 marzo, nella quale si forniscono alcuni chiarimenti sulle disposizioni del decreto che ha stabilito le regole tecniche sullo scambio della fattura elettronica con le PA.

I motivi d’ansia sono chiari: dopo il 6 giugno, le fatture cartacee verso la PA non sono considerate liquidabili. Ma in che termini? Il divieto di pagamento delle fatture cartacee decorre al trascorrere dei tre mesi dall’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica. Le fatture analogiche emesse prima di tale scadenza e risultanti ancora non pagate trascorsi i tre mesi, come indica la circolare, risulteranno in regola e la PA dovrà accelerare il processo di liquidazione.

Un ulteriore elemento di dubbio sulla procedura riguarda l’emissione e la ricezione della fattura. La Circolare indica che la notifica di mancata consegna, tra le comunicazioni d’esito dell’inoltro della fattura elettronica tramite il Sistema d’Interscambio, può essere sufficiente quale prova di emissione della fattura.

Seguite il link per avere maggiori informazioni sulla Circolare 1/2014 relativa alla fatturazione elettronica alla PA.