Fattura elettronica: questi sono i formati per l’invio e la conservazione
Da quando la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria, uno degli aspetti ai quali enti e aziende devono adeguarsi riguarda i formati validi.
XML: per l’invio all’SdI
SdI sta per Sistema di interscambio. Si tratta del sistema che, nelle pubbliche amministrazioni, riceve le fatture, ne verifica la validità e le invia alle PA destinatarie. L’SdI è in grado di gestire diverse tipologie di file: file FatturaPA, file archivio (che contengono più file FatturaPA) e file messaggio (che possono contenere informazioni di diverso tipo).
I file FatturaPA e i file messaggio inviati al Sistema di interscambio devono necessariamente essere in formato XML. L’eXtensible Markup Language è un metalinguaggio molto utilizzato perché permette di creare tag personalizzati, cosa che lo rende flessibile e utilizzabile in tantissime circostanze.
Il formato PDF
Per quanto riguarda, invece, la conservazione digitale delle fatture elettroniche all’interno dell’azienda o dell’ente, enti e aziende avevano, fino a qualche tempo fa, un grosso dubbio riguardante la possibilità o meno di poter utilizzare il formato PDF. Il portable document format è ormai universalmente utilizzato perché fa in modo che i file possano essere visualizzati indipendentemente dalle caratteristiche e dai software installati sul PC.
La questione è stata risolta direttamente dall’Agenzia delle entrate, che ha dato il suo ok alla possibilità di poter utilizzare il formato PDF ma unicamente per la conservazione delle fatture elettroniche. L’invio della fattura elettronica al Sistema di interscambio deve sempre avvenire, come già detto, in formato XML. Poi, a seconda delle modalità che l’ente o l’azienda utilizza internamente per la conservazione documentale, la fattura elettronica può anche essere convertita in formato PDF.
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