La fatturazione elettronica risulta essere ancora poco utilizzata dalle PMI. Probabilmente viene valutata, erroneamente, uno strumento a esclusivo vantaggio delle realtà produttive più grandi. 

La dimensione aziendale, infatti, non influisce necessariamente sulla complessità amministrativa, che è, invece, il reale indicatore di convenienza per il passaggio alla dematerializzazione dei processi legati alla fatturazione. Una PMI può emettere molte fatture per piccoli importi (si pensi a un’attività di vendita al dettaglio), mentre un’azienda di grandi dimensioni potrebbe emettere due fatture di grande entità all’anno (nel caso di una società d’appalto infrastrutturale, ad esempio). Nei casi presentati, l’introduzione della fatturazione elettronica sarebbe sicuramente più conveniente per la PMI rispetto alla grande società.

Inoltre è necessario valutare anche il costo relativo alla gestione di una documentazione cartacea. Per la PMI, l’incidenza dell’allocazione di risorse (stampa, affrancamento, invio, archiviazione) e di spazi d’archivio è sicuramente superiore rispetto all’impatto economico e organizzativo che potrebbe avere in una grande azienda.

La valutazione che va effettuata per stimare la convenienza dell’introduzione della fatturazione elettronica anche nelle PMI, dunque, riguarda il volume di fatture gestite sia nel ciclo attivo che in quello passivo.

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