Uno dei nodi della fatturazione elettronica è stato, nel recente passato, il cosiddetto spool di stampa. Per spool di stampa si intende un sistema informatico (un buffer) che memorizza i file da stampare, li “mette in coda” e li invia alla stampante non appena questa è disponibile.

Con riferimento alla risoluzione n. 14 del 21 gennaio 2008, l’Agenzia delle Entrate escludeva categoricamente la possibilità di utilizzare gli spool di stampa nel processo di fatturazione elettronica. E motivava così la sua scelta: «la procedura di acquisizione del cartaceo è necessaria per garantire che le fatture scambiate tra le parti siano perfettamente identiche ai documenti conservati». Ma la situazione è cambiata.

Con una nuova risoluzione, la n. 158/E del 15 giugno 2009, l’Agenzia delle Entrate è venuta incontro alle esigenze del mondo imprenditoriale: è possibile acquisire direttamente l’immagine risultante a seguito del processo di generazione dello spool di stampa dei documenti analogici, senza la necessità di stamparli su carta.

Con una sola condizione: è necessaria la materializzazione del documento su supporto cartaceo da conservare, ed esibire a richiesta, sino al completamento del processo di fatturazione elettronica. Ad ogni modo, oggi esistono sistemi di fatturazione elettronica all’avanguardia che permettono, con poche operazioni informatiche, di ottenere documenti che rispettano in pieno la norma. Elemento fondamentale soprattutto per quelle aziende che, lavorando con la PA, sono obbligate ad emettere una fattura elettronica in linea con i più aggiornati requisiti di legge.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *