Si è espressa in merito alla questione sulla fatturazione elettronica l’ultima direttiva 2010/45/UE del Consiglio del 13 luglio 2010. La direttiva tratta in primo luogo dell’innovazione che colpirà i vincoli stabiliti precedentemente per l’emissione della fattura. Grazie alla fatturazione elettronica, infatti, è stato stabilito che “ogni soggetto passivo stabilisce il modo in cui assicurare l’autenticità dell’origine, l’integrità del documento e la leggibilità della fattura“. Il vero significato di questo provvedimento sta nella responsabilizzazione dei soggetti passivi nel momento dell’emissione della fatturazione contemporaneamente ad una riduzione dei vincoli che ne garantiscono lo statuto. In particolare, grazie alla fatturazione passiva sarà il soggetto che si preoccuperà di garantire l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura stessa.

La novità, da oggi, sta in questo: non soltanto la firma elettronica avanzata o i sistemi EDI verranno accettati come garanti di autenticità, integrità e leggibilità della fattura, ma quest’ultima potrà essere garantita nei suoi attributi mediante altri sistemi a discrezione del soggetto passivo che dovrà farsi, però, garante dell’adeguatezza del sistema di certificazione utilizzato. Nel caso, ovviamente, in cui il soggetto passivo non rinunci alla firma elettronica o ai sistemi EDI, la dimostrazione d’adeguatezza non sarà necessaria e gli attuali processi rimarranno invariati.

L’azione della UE si inserisce in un piano che agisce principalmente sul sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, offrendo ai soggetti una responsabilizzazione in cambio di una maggior controllo sull’evasione fiscale.

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