Secondo una relazione del 2010 della Commissione europea, attualmente, i tassi di diffusione della pratica di fatturazione elettronica sono relativamente bassi. Il 23% delle imprese ha dichiarato di aver fatto uso di fatture elettroniche, ma la pratica continuativa di scambio di tali documenti segna una percentuale molto inferiore. E ciò riguarda soprattutto le PMI.

C’è da dire che la media statistica riportata varia sensibilmente da Paese a Paese in un’oscillazione che va dall’8% al 41%.

L’andamento poco deciso nell’adozione della fatturazione economica è alimentato anche da una mancanza di offerta. In tutta l’Unione europea, infatti, i prestatori di questo servizio si aggirano attorno alle 400 unità che operano, quasi esclusivamente, su scala nazionale.

In alcuni Stati membri, la spinta verso l’utilizzo di questo tipo di fatturazione, viene dal settore pubblico. La legislazione di questi Paesi ha reso obbligatoria la fatturazione elettronica negli appalti pubblici e, più in generale, nei rapporti con la PA.

Nell’Unione europea, la Commissione ha dato il via al progetto PEPPOL13 (Pan-European Public Procurement On-line), un sistema che prevede, tra l’altro, lo scambio di fatturazione elettronica tra le imprese e gli organismi pubblici. Sistema che si auspica venga adottato presto anche nei rapporti tra le imprese.

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