La firma digitale è un vero e proprio strumento di certificazione dell’identità dell’autore del documento. Per tale motivo, la sua falsificazione si delinea come reato ai sensi dell’art. 485 del Codice penale: Falsità in scrittura privata. Ma non solo.

Chi fa uso di documenti digitali è tutelato dalla legge grazie all’introduzione di nuovi reati legati espressamente a questo nuovo tipo di supporto.

A seconda che la falsificazione si verifichi durante l’ottenimento della firma digitale o successivamente, durante la produzione del documento, l’ordinamento prevede varie tipologie di reato:
– Truffa del certificatore di firma digitale
– Falsa dichiarazione al certificatore di firma elettronica
– Falsità in documento informatico pubblico o privato.

Nel primo caso è evidente che la responsabilità per la violazione degli obblighi previsti dalla legge nel rilascio dei certificati qualificati ricade sul certificatore, caricandolo dell’onere di verifica scrupolosa dell’identità del richiedente.

La diffusione dello strumento firma digitale va di pari passo con la creazione di una normativa atta a tutelare i cittadini dai reati di truffa per falsificazione o manomissione dei certificati e dei documenti.

Approfondimenti:
Firma digitale

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